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USA - Ohio. Respinta la richiesta di Ronald Phillips di donare gli organi prima dell’esecuzione.

USA - Ohio. Respinta la richiesta di Ronald Phillips di donare gli organi prima dell’esecuzione.

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Respinta la richiesta di Ronald Phillips di donare gli organi prima dell’esecuzione. L’esecuzione di Phillips, 40 anni, bianco, era fissata per il 14 novembre 2013. 3 giorni prima dell’esecuzione, dopo che il Board of Paroles aveva respinto la richiesta di clemenza, l’uomo aveva chiesto che l’esecuzione venisse sospesa perché aveva intenzione di donare gli organi. L’amministrazione penitenziaria aveva immediatamente respinto la richiesta, definendola “logisticamente impossibile”, ma il 13 novembre (vedi) il governatore John Kasich aveva rinviato al 2 luglio 2014 l’esecuzione di Phillips, spiegando in un comunicato che: “Questo per l’Ohio è un territorio inesplorato, ma se da questa richiesta, o da quella di altri condannati a morte, dovesse scaturire la possibilità di salvare altre vite, dovremmo cercare di realizzarla”. Per legge un donatore in vita può donare i propri organi solo a familiari che ne abbiano urgente bisogno. Phillips è stato condannato a morte con l’accusa di aver a lungo brutalizzato, e alla fine stuprato e ucciso la figlia della sua convivente, Sheila Marie Evans, 3 anni, nel 1993. Phillips nella sua richiesta aveva detto di voler donare un rene alla sorella, ed eventualmente il cuore alla madre. L’Amministrazione Penitenziaria due mesi fa, in una lettera ai difensori di Phillips, aveva posto le sue condizioni: l’espianto doveva avvenire entro il 23 marzo, per dar modo al condannato di riprendersi perfettamente prima della sua esecuzione, che rimane fissata al 2 luglio. Oggi Stephen Gray, dirigente dell’Amministrazione Penitenziaria, ha comunicato alla stampa che non risulta che Phillips abbia preso nessuna iniziativa in merito all’espianto che doveva essere compiuto entro il 23 marzo. L’amministrazione penitenziaria considera chiusa la pratica. L’unico precedente in materia risale al 1995, quando nel braccio della morte del Delaware Steven Shelton fu autorizzato a donare un rene alla propria madre. La sua esecuzione non era imminente e in seguito la condanna a morte venne annullata per irregolarità commesse dalla pubblica accusa durante il processo. Nel 2011, Shelton raggiunse un accordo con la pubblica accusa e ottenne una condanna a 39 anni.
FONTI
  • (Fonti: Associated Press, 21/03/2014)