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USA - Ohio. La task force istituita dalla Corte Suprema per studiare la pena di morte fa trapelare le sue conclusioni.

USA - Ohio. La task force istituita dalla Corte Suprema per studiare la pena di morte fa trapelare le sue conclusioni.

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La task force istituita dalla Corte Suprema per studiare il sistema della pena di morte fa trapelare le sue conclusioni. Il giudice James A. Brogan, intervenuto ad un convegno organizzato oggi dall’associazione “Ohioans to Stop Executions”, ha preannunciato alcuni dei 56 punti elaborati dopo 4 anni di lavori dalla Ohio Supreme Court's Joint Task Force to Review the Administration of Ohio's Death Penalty che verranno resi noti ufficialmente il 20 maggio. Brogan, che in passato era stato anche procuratore della Montgomery County, ha detto che da parte di molti procuratori sono state sollevate polemiche sulle conclusioni della Commissione. “Io invece sono qui per informare il pubblico di quello che abbiamo fatto, e di quanto importante sia che ora, da parte della pubblica opinione, la pressione venga trasmessa ai propri deputati di riferimento, perché i cambiamenti da noi proposti vengano trasformati in leggi”. Secondo Brogan uno dei cambiamenti più importanti sarebbe affrontare la disparità geografica. La pubblica accusa in 46 contee non ha istruito nessun processo capitale, mentre in altre contee sono stati istruiti più di un processo. “Noi riteniamo che dovrebbe essere istituita una commissione centrale che renda omogenei i casi, superando quella che attualmente è la propensione dei singoli procuratori a scegliere l’una o l’altra strategia processuale. Una commissione costituita da procuratori con adeguata esperienza potrebbe vagliare tutti i casi ed esprimersi sull’opportunità di un processo capitale”. “Dovrebbero inoltre essere resi omogenei i livelli di assistenza legale fornita gratuitamente ai detenuti indigenti, previsti fondi omogenei per gli esperti e i periti chiamati a testimoniare, e creato un fondo, anche questo omogeneo, per le spese dei procuratori”. Brogan ha continuato: “Un’altra raccomandazione importante è che tutte le confessioni vengano registrate in video o almeno in audio. Ci sono stati casi di persone prosciolte totalmente nonostante si sostenesse che avessero confessato. Più in generale, i verdetti di colpevolezza devono essere basati su elementi solidi e concreti. Devono esserci almeno due testimoni oculari, ed anche le confessioni devono avere opportuni riscontri”. “Il difficile sarà ora indurre il Parlamento a prendere in carico le nostre conclusioni, ed apportare le opportune modifiche alle leggi”.
FONTI
  • (fonti: limaohio.com, 06/05/2014)