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USA - Ohio. La giudice Joan Synenberg ha ordinato l’immediato rilascio di Joe D'Ambrosio

USA - Ohio. La giudice Joan Synenberg ha ordinato l’immediato rilascio di Joe D'Ambrosio

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La giudice Joan Synenberg della Cuyahoga County Common Pleas Court ha ordinato l’immediato rilascio di Joe D'Ambrosio dopo aver preso atto che nessuna nuova accusa poteva essere mossa contro di lui. Due giorni fa (vedi 3 marzo) un’altra giudice, Kathleen O’Malley, della U.S. District Court, aveva respinto tutte le richieste della pubblica accusa di ottenere delle proroghe al tempo fissato in 180 giorni per riformulare le accuse contro D’Ambrosio e oggi, preso atto della decorrenza dei termini, la giudice Synenberg ha formalizzato il rilascio. D'Ambrosio, 48 anni, bianco, era stato condannato a morte nel 1989 con l’accusa di aver ucciso, nel 1988, assieme a due complici, in un contesto di spaccio di droga, il diciannovenne Tony Klann. La polizia basò le indagini sulle dichiarazioni di Paul Lewis, che indicò in D’ambrosio, Thomas “Michael” Keenan ed Eddie Espinoza le persone che avevano rapito Klann nella convinzione che Klann potesse rivelare il nascondiglio dello stesso Lewis, che doveva essere ucciso per della droga non pagata. In seguito si scoprì che la testimonianza di Lewis poteva non essere disinteressata, in quanto il giovane Klann aveva recentemente accettato di testimoniare contro Lewis per un caso di stupro. Al processo, uno dei tre accusati, Espinoza, in cambio di uno sconto di pena testimoniò contro gli altri due e, dopo aver scontato 12 anni, venne scarcerato nel 2001. Keenan e D’Ambrosio invece furono entrambe condannati a morte. Il 25 marzo 2006 (vedi) la giudice federale Kathleen O’Malley aveva annullato il verdetto di colpevolezza di D’Ambrosio, ritenendo che la pubblica accusa avesse tenuto nascosti diversi elementi importanti potenzialmente favorevoli all’imputato. Recentemente la Pubblica Accusa ha dovuto ammettere di non poter più disporre del principale testimone d’accusa, Espinoza, che è morto di morte naturale il 26 aprile 2009. Nel frattempo la giudice Joan Synenberg della Cuyahoga County Common Pleas Court nel marzo 2009 aveva concesso gli arresti domiciliari a D’Ambrosio. Oggi, dopo che la stessa Synenberg ha preso atto della impossibilità per la pubblica accusa di riformulare le accuse, D’Ambrosio ha potuto farsi togliere anche il braccialetto elettronico che doveva portare da quando, nel marzo 2009, era stato mandato agli arresti domiciliari dopo aver versato una cauzione di 50.000 dollari. La definitiva scarcerazione di oggi chiude il lungo capitolo della revisione del processo che era iniziato nel gennaio 1998, quando D’Ambrosio consegnò gli atti del suo processo ad un prete cattolico, Neil Kookoothe, che in gioventù aveva studiato legge. Kookoothe indagò su alcune incongruenze, e nel 2002 gli approfondimenti di Kookoothe convinsero la giudice O'Malley a segnalare il caso di D’Ambrosio all’Ohio Public Defender's Office, l’ufficio statale che si occupa di garantire assistenza legale a chi non ha risorse. Come abbiamo già visto, il 25 marzo 2006 (vedi) la giudice O’Malley annullò il processo, disponendo che venisse ripetuto entro 180 giorni, altrimenti l’imputato doveva essere scarcerato. La pubblica accusa fece ricorso, ma il 6 giugno 2008 la decisione della O’Malley venne confermata dalla Corte d’Appello. La pubblica accusa chiese a O’Malley altro tempo per riformulare le accuse, e la O’Malley l’11 settembre 2008 assegnò di nuovo un termine di 180 giorni. Nel luglio 2009 la pubblica accusa comunicò alla O’Malley che in aprile era morto il principale testimone d’accusa, Espinoza. Il 14 agosto 2009 i difensori di D’Ambrosio chiedono di non autorizzare la ripetizione del processo perché la morte del principale testimone impedirebbe loro di controinterrogarlo. Il 3 marzo (vedi) la O’Malley ha riconosciuto l’impossibilità di riprocessare D’Ambrosio non potendogli garantire il diritto costituzionale al controinterrogatorio, e oggi, due giorni dopo, la giudice Synenberg ha disposto la scarcerazione immediata di D’Ambrosio. Anche Michael Keenan è stato condannato a morte, e anche lui si è sempre proclamato innocente. Anche nel suo caso alcuni appelli sono ancora in corso.
FONTI
  • (fonti: The Plain Dealer, 05/03/2010)