USA - Ohio. Joe D'Ambrosio, 49 anni, bianco, oggi diventa “l’esonerato n° 140” secondo la lista tenuta dal Death Penalty Information Center
USA - Ohio. Joe D'Ambrosio, 49 anni, bianco, oggi diventa “l’esonerato n° 140” secondo la lista tenuta dal Death Penalty Information Center
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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto l’ultimo ricorso possibile della pubblica accusa contro il proscioglimento di Joe D'Ambrosio. D’Ambrosio, 49 anni, bianco, diventa quindi “l’esonerato n° 140” secondo la lista tenuta dal Death Penalty Information Center. Il caso era stato seguito con attenzione da Nessuno tocchi Caino. D’Ambrosio era stato condannato a morte nel 1989 con l’accusa di aver ucciso, nel 1988, assieme a due complici, in un contesto di spaccio di droga, il diciannovenne Tony Klann. Il 25 marzo 2006 (vedi) la giudice federale Kathleen O’Malley aveva annullato il verdetto di colpevolezza, ritenendo che la pubblica accusa avesse tenuto nascosti diversi elementi potenzialmente favorevoli all’imputato, e disponendo che la pubblica accusa ripetesse il processo entro 180 giorni. La pubblica accusa aveva fatto ricorso. Il 5 giugno 2008 (vedi) l’annullamento del verdetto di colpevolezza era stato confermato dalla Corte d’Appello del 6° Circuito, che a sua volta dava 6 mesi di tempo alla pubblica accusa per ripetere il processo. La pubblica accusa chiese a O’Malley altro tempo per riformulare le accuse, e la O’Malley l’11 settembre 2008 assegnò di nuovo un termine di 180 giorni. Il 24 febbraio 2009 (vedi) la giudice Joan Synenberg aveva concesso a D’Ambrosio i domiciliari dietro versamento di una cauzione di 50.000. D’Ambrosio non disponeva della cifra, e fu mandato ai domiciliari il 4 marzo 2009 (vedi), dopo che la cauzione era stata ridotta a 5.000 dollari. Nel luglio 2009 la pubblica accusa comunicò alla O’Malley che in aprile era morto il principale testimone d’accusa, Espinoza. Il 14 agosto 2009 i difensori di D’Ambrosio chiesero di non autorizzare la ripetizione del processo perché la morte del principale testimone avrebbe impedito loro di controinterrogarlo. Il 3 marzo 2010 (vedi) la giudice federale Kate O'Malley aveva respinto tutte le richieste della pubblica accusa di ottenere ulteriori proroghe al tempo fissato per riformulare le accuse contro D’Ambrosio, e aveva riconosciuto l’impossibilità di riprocessare D’Ambrosio non potendogli garantire il diritto costituzionale al controinterrogatorio. Il 5 marzo 2010 (vedi) la giudice Synenberg aveva formalizzato il rilascio. Durante il processo del 1989 la polizia aveva basato le indagini sulle dichiarazioni di Paul Lewis, che aveva indicato in D’ambrosio, Thomas “Michael” Keenan ed Eddie Espinoza le persone che avevano rapito Klann nella convinzione che Klann potesse rivelare il nascondiglio dello stesso Lewis, che doveva essere ucciso per della droga non pagata. In seguito si scoprì che la testimonianza di Lewis poteva non essere disinteressata, in quanto il giovane Klann aveva da poco accettato di testimoniare contro Lewis per un caso di stupro. Al processo, uno dei tre accusati, Espinoza, in cambio di uno sconto di pena testimoniò contro gli altri due e, dopo aver scontato 12 anni, venne scarcerato nel 2001. Keenan e D’Ambrosio invece furono entrambe condannati a morte. Il rigetto odierno dell’ultimo ricorso possibile chiude il lungo capitolo della revisione del processo che era iniziato nel gennaio 1998, quando D’Ambrosio consegnò gli atti del suo processo ad un prete cattolico, Neil Kookoothe, che in gioventù aveva studiato legge. Kookoothe indagò su alcune incongruenze, e nel 2002 gli approfondimenti di Kookoothe convinsero la giudice O'Malley a segnalare il caso di D’Ambrosio all’Ohio Public Defender's Office, l’ufficio statale che si occupa di garantire assistenza legale a chi non ha risorse. Anche Michael Keenan si è sempre proclamato innocente, e anche nel suo caso alcuni appelli sono ancora in corso.
— FONTI
- (fonti: DPIC, 23/01/2012)
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