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USA - Ohio. Donald Harvey, un serial killer condannato a 15 ergastoli per 37 omicidi, muore dopo essere stato aggredito in carcere.

USA - Ohio. Donald Harvey, un serial killer condannato a 15 ergastoli per 37 omicidi, muore dopo essere stato aggredito in carcere.

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Donald Harvey, un serial killer condannato a 15 ergastoli per 37 omicidi, muore dopo essere stato aggredito in carcere. Harvey, 64 anni, bianco, venne arrestato nel 1987, e rischiando di essere condannato a morte accettò un accordo con la pubblica accusa per il quale, dopo essersi dichiarato colpevole di 37 omicidi, riceveva una condanna a 15 ergastolo. In seguito, in alcune interviste, dichiarò di aver ucciso circa altre 50 persone. Le vittime furono tutte uccise in un arco di tempo tra il 1970 e il 1987. Molte uccisioni avvennero all’interno di alcuni ospedali nei quali Harvey aveva lavorato come aiuto infermiere. Molte vittime erano pazienti gravemente malati, uccisi per soffocamento, altri spegnendo dei macchinari, oppure infettando i malati con l’epatite B. Alcuni omicidi sono stati compiuti anche con veleni convenzionali, come il cianuro e l’arsenico. Alcune vittime appartenevano al suo giro di amicizie, come ex amanti e amici. Come attenuante durante il processo gli avvocati segnalarono che Harvey era stato a lungo abusato sessualmente da uno zio e da un vicino di casa sin dall’età di 4 anni, e che era stato violentato anche da un compagno di stanza a 18 anni. Avrebbe potuto chiedere la liberazione condizionale nel 2043. Il suo caso viene citato a volte all’interno di polemiche nelle quali si contesta che la pena di morte sia riservata solo ai “peggiori tra i peggiori”. Paradossalmente Harvey, così come altri serial killer, sono riusciti ad ottenere una accordo con la pubblica accusa in cambio del ritrovamento di cadaveri occultati oppure di casi che potessero ufficialmente essere dichiarati chiusi.

FONTI
  • (Fonti: rawstory.com, Daily Mail)