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USA - La Food and Drug Administration non è stata neutrale nella recente ricerca di fornitori alternativi di farmaci per l’iniezione letale

USA - La Food and Drug Administration non è stata neutrale nella recente ricerca di fornitori alternativi di farmaci per l’iniezione letale

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La Food and Drug Administration non è stata neutrale nella recente ricerca di fornitori alternativi di farmaci per l’iniezione letale. L’accusa contro la potente agenzia statunitense che supervisiona i farmaci viene dalla American Civil Liberties Union (ACLU), l’importante associazione per i diritti civili che si occupa anche di pena di morte, e che ha partecipato ad una azione legale contro lo stato dell’Arizona. A seguito di tale azione legale (vedi 30 novembre 2010) l’amministrazione penitenziaria dell’Arizona ha dovuto rendere nota la procedura alternativa con cui ha cercato di rimpiazzare le scorte ormai esaurite. Inizialmente l’Arizona ha solo rivelato di aver acquistato dosi in Gran Bretagna, ma è poi stata costretta a fornire ulteriori dati. Una e-mail scambiata tra i dipartimenti penitenziari di Arizona e California in cui l’Arizona raccontava di aver ricevuto un “suggerimento” da parte della Food and Drug Administration ha attirato l’attenzione della ACLU, che la ha pubblicata sul proprio sito. Dall’e-mail si apprende che un funzionario della FDA avrebbe suggerito all’Arizona di farsi spedire il farmaco dall’estero, ma stando attenti a specificare che non si trattava di farmaco per uso ospedaliero, bensì per uso “iniezione letale”. Una vecchia sentenza del 1985 della Corte Suprema infatti esenta la FDA dall’occuparsi di verifiche e controlli su questi farmaci, chiaramente non destinati alla “salute pubblica”. In questo modo il passaggio obbligatorio dagli uffici doganali della FDA, spiegava il funzionario, sarebbe stato di molto semplificato. La ACLU accusa la FDA di tenere contemporaneamente due posizioni contraddittorie. Una sua dirigente, Natasha Minkser, così riassume la questione: “la FDA assiste attivamente le amministrazioni penitenziarie di questi stati, ma non lo fa rispettando la legge, e non sta facendo nulla per verificare che i farmaci importati siano di buona qualità, e che funzionino adeguatamente”. La FDA non ha reagito a queste critiche. Si è limitata a ricordare che per legge devono verificare l’idoneità dei farmaci importati per uso medico, e che una sentenza della Corte Suprema del 1985 non estende la supervisione del FDA ai farmaci utilizzati per le esecuzioni. Come è noto, l’unico produttore statunitense di Sodio Tiopentale (Pentothal), la Hospira Inc., ha smesso circa due anni fa di produrre il Pentothal, trattandosi di un processo produttivo molto costoso, per un farmaco che ha un mercato molto ridotto, praticamente solo quello delle esecuzioni. Dopo aver subito forti pressioni da parte delle amministrazioni penitenziarie di diversi stati, la Hospira aveva deciso di riprendere la produzione, trasferendola però in uno stabilimento minore all’estero (nello stabilimento italiano della multinazionale, a Liscate, in provincia di Milano). Nel frattempo le scorte delle varie amministrazioni penitenziarie si erano esaurite, e a partire dalla primavera 2010 diversi stati hanno prima diradato e poi sospeso le esecuzioni per mancanza del farmaco previsto dalle leggi locali. Anche gli stati che avevano scorte maggiori sono entrate in difficoltà a causa della data di scadenza del farmaco, che è ormai imminente per tutte le confezioni disponibili.
FONTI
  • (fonti: Lancaster Eagle Gazette, 12/01/2011)