USA - Il punto sulle secrecy laws
USA - Il punto sulle secrecy laws
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La recente presa di posizione della Pfizer contro la vendita dei propri prodotti alle amministrazioni penitenziarie, complica ulteriormente il tema delle “secrecy laws”, ossia le leggi con cui i vari stati cercano di tenere segreti molti dettagli degli staff e delle procedure che usano per le esecuzioni. In realtà è sempre stato relativamente facile per i mass media ottenere informazioni sul personale penitenziario che partecipa alle esecuzioni, ma i media e gli avvocati difensori, con una sorta di codice morale di autocontrollo, non hanno mai speculato su questo aspetto delle esecuzioni. Quella che negli ultimi anni gli stati vogliono tenere nascosta è invece la procedura di acquisto dei farmaci letali. Alcuni laboratori sono disposti a venderli alle Amministrazioni (secondo alcuni articoli di stampa a prezzi moltiplicati per 10) ma pongono la condizione che venga impedita la loro identificazione per non subire le ricadute economiche della pubblicità negativa. Ovviamente nelle leggi non viene citato esplicitamente questo aspetto, ma si ipotizza che eventuali attivisti contro la pena di morte oppure parenti dei condannati oppure sodalizi criminali potrebbero mettere in atto azioni violente contro i laboratori. Più volte nei ricorsi di chi critica le leggi sulla segretezza è stato evidenziato, allegando testimonianze di polizia, che non risulta ci sia mai stata in nessuna parte del paese qualche azione violenta contro chi collabora a qualsiasi titolo alle esecuzioni. In realtà, ipotizza Linc Caplan in un articolo sul New Yorker del 21 maggio (in questo però riprendendo quanto nessuno tocchi Caino aveva segnalato già da un anno, ndt) il vero oggetto del contendere è la fonte ultima dei farmaci. Ora gli Stati si rivolgono ai laboratori artigianali, ma i laboratori artigianali, è inevitabile, devono da qualche parte acquistare il principio attivo. È evidente che non possono non acquistarlo che da quelle stesse multinazionali che dicono di non voler essere coinvolte nel commercio letale. Ma fino a quando i laboratori artigianali rimangono segreti, non è possibile stabilire un collegamento diretto tra loro e le multinazionali. Si tratta di un filo esile, la cui esilità giustifica la veemenza con cui molte amministrazioni penitenziarie rifiutano addirittura di ottemperare ad ordini della magistratura, e sull'altro versante l’insistenza con cui cordate di mass media e gruppi di detenuti intentano azioni collettive per scardinare quello che potrebbe essere definito “l’ultimo segreto”. L’articolo del New Yorker prosegue evidenziando come, da quando nel 2008 la Corte Suprema ha confermato la costituzionalità del protocollo del Kentucky, ben 20 stati si sono discostati da quel protocollo perché non riuscivano a trovare i farmaci. I cambiamenti di protocollo sono stati talmente tanti e spesso improvvisi e improvvisati, che il New Yorker usa il termine “disperati e scatenati”. L’articolo evidenzia poi che gli Stati hanno cominciata a fornire informazioni sempre più false e/o reticenti, ed hanno percorso strade spesso irregolari quando non illegali per acquisire i farmaci. Ad esempio in un documento dell’Ohio si legge la sollecitazione ai funzionari incaricati dell’acquisto dei farmaci a qualificarsi come “funzionari del Dipartimento di Salute Mentale” e a non fare nessun riferimento né all'Amministrazione Penitenziaria, né al vero utilizzo dei farmaci. Allo stesso modo la Louisiana ha ottenuto delle dosi di farmaco da un ospedale locale fornendo informazioni volutamente fuorvianti. Il Grand Jury chiamato ad indagare sulla grave irregolarità occorsa durante l’esecuzione, il 15 gennaio 2015, di Charles Warner, iniezione letale in cui fu utilizzato l’acetato di potassio al posto del cloruro di potassio, ha sostenuto che in Oklahoma l’insieme delle norme sulla segretezza ha creato un clima di paranoia che ha ottenebrato la capacità di giudizio dei funzionari, al punto che hanno violato in maniera plateale i loro stessi regolamenti, occupati più a garantire la segretezza della procedura che non la sua correttezza ed efficacia”. Secondo BuzzFeed (May 20, 2016) le stesse osservazioni potrebbero esser mosse a Missouri, Georgia ed Ohio, stati che recentemente hanno “sbagliato” diverse esecuzioni. L’Arizona a il Missouri ad esempio hanno pagato in contanti tutti i membri dello staff, compreso il farmacista che ha procurato il veleno, senza farsi rilasciare la ricevuta prevista dalla legge per qualsiasi cittadino degli Stati Uniti, e il Missouri ha gestito in maniera tale il pagamento dello staff da far ritenere che sia stata violata la legge federale sull'evasione fiscale. Il Missouri inoltre ha acquistato i farmaci letali da un laboratorio dell’Oklahoma che non aveva la licenza per vendere al di fuori dello stato, e che è sotto inchiesta per una lunghissima serie di violazioni. Altri stati, come il Texas e l’Arizona, hanno usato le leggi sulla segretezza per acquistate i farmaci illegalmente. L’articolo del New Yorker così riassume lo stato attuale dell’arte: “Nei cinque anni che separano la decisione della Hospira di non produrre più il Sodio Tiopentale e la decisione di questi giorni della Pfizer di bloccare la vendita dei suoi prodotti alle carceri, gli sforzi senza successo di uno stato dopo l’altro per condurre esecuzioni che soddisfino gli standard di correttezza e affidabilità ha reso sempre più chiara l’evidenza che gli Stati (attualmente, ndt) non sono in grado di effettuare le esecuzioni rispettando il dettato costituzionale”.
— FONTI
- (Fonti: DPIC, 0170672016)
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