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USA - Florida. La Corte Suprema di Stato ha annullato la condanna a morte di Clemente Javier Aguirre

USA - Florida. La Corte Suprema di Stato ha annullato il verdetto di colpevolezza di Clemente Javier Aguirre

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La Corte Suprema di Stato ha annullato il verdetto di colpevolezza e la condanna a morte di Clemente Javier Aguirre, 36 anni, un immigrato illegale dall'Honduras. L’uomo era stato condannato a morte il 10 marzo 2006 (vedi) con l’accusa di aver accoltellato a morte nel giugno 2004, a scopo di rapina, due vicine di casa, Carol Bareis, 68 anni, e sua figlia, Cheryl A. Williams, 47 anni. Al processo la giuria popolare aveva raccomandato, non all'unanimità, due condanne a morte. Nel 2014 Aguirre, il cui caso nel frattempo era stato accolto da Innocence Project, aveva chiesto alla Seminole County Circuit Court l’annullamento del processo per “inadeguata assistenza legale” in quanto il difensore d’ufficio dell’epoca non avrebbe approfondito la possibilità di piste alternative, e non avrebbe chiesto test del Dna su reperti diversi da quelli scelti dalla pubblica accusa. Contro Aguirre al processo giocò il fatto che le donne erano state uccise con un coltello uguale a quelli in uso nel ristorante dove lavorava come l’imputato, e al fatto che l’uomo era sicuramente passato sulla scena del crimine, nascondendo poi i propri vestiti sporchi di sangue. A Favore di Aguirre si schierarono una serie di giuristi, compreso un ex giudice della Corte Suprema di stato. Al centro della richiesta di Aguirre è Samantha Williams, la figlia di Cheryl Williams. La ragazza ha seri problemi mentali, e più volta ha raccontato ad amici che, seppure non ricordi bene gli eventi, che era stata lei ad uccidere madre e nonna, e che aveva agito su richiesta del diavolo. Dopo la condanna di Aguirre un riesame delle prove ha portato ad identificare 8 gocce di sangue appartenenti alla giovane donna sulla scena del crimine. La prima istanza avanzata dai legali di Aguirre è stata respinta dalla Corte d’Appello in quanto le “confessioni” sarebbero avvenute in maniera troppo indiretta. Oggi la Corte Suprema ha invece riconosciuto che i nuovi elementi non possono essere ignorati, e con la formula della “inadeguata assistenza legale” ha disposto la ripetizione del processo.
FONTI
  • (Fonti: clickorlando.com, Orlando Sentinel, 27/10/2016)