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USA - È stato pubblicato il “Rapporto di fine anno” del Death Penalty Information Center

USA - È stato pubblicato il “Rapporto di fine anno” del Death Penalty Information Center

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È stato pubblicato il “Rapporto di fine anno” del Death Penalty Information Center, un classico del movimento abolizionista statunitense. Il rapporto "The Death Penalty in 2013: Year End Report" registra che sono diminuite le esecuzioni, sono diminuite le condanne a morte, sono diminuiti gli stati che hanno emesso condanne a morte, e nei bracci della morte ci sono meno detenuti. Sono anche diminuiti gli stati dove la pena di morte è ancora in vigore, e il numero di favorevoli alla pena di morte ha raggiunto il punto più basso nei sondaggi degli ultimi 40 anni. Quest’anno le esecuzioni sono state 39. È la seconda volta negli ultimi 19 anni che sono state meno di 40. 3 stati da soli, Texas (16) Florida (7) ed Oklahoma (6), hanno compiuto il 74% delle esecuzioni. L’Ohio ha compiuto 3 esecuzioni, l’Arizona e il Missouri 2, l’Alabama, la Georgia e la Virginia 1. Nel 2013 sono state emesse 80 nuove condanne a morte. Nel 2012 e nel 2011 erano state 78, le condanne emesse negli ultimi 3 anni sono i numeri più bassi da quando la pena di morte è stata reintrodotta nel 1976. Diversi stati, tra cui Virginia, South Carolina, Tennessee e Louisiana non hanno emesso nessuna condanna a morte. Il Texas ha emesso 9 condanne a morte, e per il 6° anno consecutivo si è fermato sotto le 10 condanne. Nel 1999 ne aveva emesse 48. Il Maryland quest’anno ha abolito la pena di morte, è il sesto stato a farlo in sei anni di seguito. Sono ora 18 gli stati dove la pena di morte non è più in vigore. Il 1° aprile 2013 nei bracci della morte Usa c’erano 3.108 detenuti. Lo stesso giorno dell’anno precedente erano 3.170, un calo dell’1,95%. Richard Dieter, direttore del DPIC e autore del rapporto, ha così riassunto la situazione: “20 anni l’utilizzo della pena di morte era in crescita. Ora sta declinando sotto quasi tutti gli aspetti. A causa dei suoi problemi ricorrenti, ormai la massima sentenza è applicata raramente, in maniera isolata, e con procedure che spesso durano decenni. È probabile che molti stati prenderanno in considerazione la saggia idea di fare a meno di questa procedura costosa ed inefficiente”.
FONTI
  • (Fonti: DPIC, 19/12/2013)