USA. CORTE SUPREMA SOSPENDE ESECUZIONE IN VIRGINIA
l’esecuzione di Robin Lovitt, 41 anni, è stata sospesa in extremis dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, che non ha reso noto il motivo della sua decisione.
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l’esecuzione di Robin Lovitt, 41 anni, è stata sospesa in extremis dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, che non ha reso noto il motivo della sua decisione.
La sospensione restera' in vigore fino all'apertura in ottobre della nuova sessione della Corte.
Nel 1999 Lovitt è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio del gestore di una sala da biliardo, Clayton Dicks di 44 anni, avvenuto ad Arlington nel corso di una rapina.
I test del Dna effettuati sulle forbici usate per il delitto non hanno dimostrato in via definitiva la colpevolezza dell’imputato. Un funzionario del tribunale ha in seguito erroneamente distrutto i reperti, comprese le forbici, rendendo impossibili ulteriori esami.
Lovitt ha ammesso la propria partecipazione alla rapina, ma ha sempre negato ogni responsabilità nell'omicidio. Afferma che, rispetto a quest’ultima accusa, sarebbe in grado di dimostrare la propria innocenza se solo le prove non fossero state eliminate.
Per l’Ufficio dell’Attorney General della Virginia l’aspetto del Dna non è determinante, dal momento che esistono prove molto stringenti, comprese le dichiarazioni di un testimone oculare e le informazioni fornite da un altro detenuto.
"Un uomo potrebbe essere giustiziato in assenza di prove, come il test del Dna, andato colpevolmente distrutto", affermano da parte loro avvocati difensori e avversari della pena capitale, fautori di una campagna per la conversione in ergastolo della condanna.
Le prove a carico di Lovitt ''sono forti abbastanza per condannarlo alla prigione, ma non sufficienti a metterlo a morte'', ha scritto recentemente il Washington Post, chiedendo alla Corte Suprema e al governatorer Mark Warner di commutare la pena.
Quella di Lovitt sarebbe stata la prima esecuzione di quest’anno in Virginia.
La sospensione restera' in vigore fino all'apertura in ottobre della nuova sessione della Corte.
Nel 1999 Lovitt è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio del gestore di una sala da biliardo, Clayton Dicks di 44 anni, avvenuto ad Arlington nel corso di una rapina.
I test del Dna effettuati sulle forbici usate per il delitto non hanno dimostrato in via definitiva la colpevolezza dell’imputato. Un funzionario del tribunale ha in seguito erroneamente distrutto i reperti, comprese le forbici, rendendo impossibili ulteriori esami.
Lovitt ha ammesso la propria partecipazione alla rapina, ma ha sempre negato ogni responsabilità nell'omicidio. Afferma che, rispetto a quest’ultima accusa, sarebbe in grado di dimostrare la propria innocenza se solo le prove non fossero state eliminate.
Per l’Ufficio dell’Attorney General della Virginia l’aspetto del Dna non è determinante, dal momento che esistono prove molto stringenti, comprese le dichiarazioni di un testimone oculare e le informazioni fornite da un altro detenuto.
"Un uomo potrebbe essere giustiziato in assenza di prove, come il test del Dna, andato colpevolmente distrutto", affermano da parte loro avvocati difensori e avversari della pena capitale, fautori di una campagna per la conversione in ergastolo della condanna.
Le prove a carico di Lovitt ''sono forti abbastanza per condannarlo alla prigione, ma non sufficienti a metterlo a morte'', ha scritto recentemente il Washington Post, chiedendo alla Corte Suprema e al governatorer Mark Warner di commutare la pena.
Quella di Lovitt sarebbe stata la prima esecuzione di quest’anno in Virginia.
— FONTI
- (Fonti: Ap, Apcom, 12/07/2005)
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