uno studio recentemente pubblicato ha preso in considerazione le 340 assoluzioni...
uno studio recentemente pubblicato ha preso in considerazione le 340 assoluzioni dal 1989 al 2003 in appello di persone condannate in primo grado per omicidio.
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uno studio recentemente pubblicato ha preso in considerazione le 340 assoluzioni dal 1989 al 2003 in appello di persone condannate in primo grado per omicidio.
Lo studio, coordinato dal professor Samuel Gross della University of Michigan Law School rileva che buona parte delle persone condannate ingiustamente avevano ricevuto una condanna a morte. la ricerca rileva due fattori: chi è accusato di reati capitali è più esposto a ricevere condanne sbagliate, e, al contrario, le condanne sbagliate vengono
risolte più spesso quando si tratta di condannati a morte.
La maggior causa di annullamento di condanne è la falsa testimonianza, compresa la falsa testimonianza di poliziotti, di informatori, o da parte dei veri killer, o da parte di supposti complici, o di testimoni oculari che
già conoscevano l’imputato. La ricerca ha notato un’alta frequenza di assoluzioni dopo che imputati “vulnerabili”, come i minorenni o i ritardati mentali, erano stati indotti a false confessioni. Quasi tutti i minorenni assolti dopo che era stata annullata la loro confessione erano neri, e il 90% di tutti i minorenni assolti in appello erano neri o ispanici.
Il titolo dello studio è: “Exonerations in the United States, 1989 through 2003," Journal of Criminal Law and Criminology, Vol. 95, No. 2, 2005".
Lo studio, coordinato dal professor Samuel Gross della University of Michigan Law School rileva che buona parte delle persone condannate ingiustamente avevano ricevuto una condanna a morte. la ricerca rileva due fattori: chi è accusato di reati capitali è più esposto a ricevere condanne sbagliate, e, al contrario, le condanne sbagliate vengono
risolte più spesso quando si tratta di condannati a morte.
La maggior causa di annullamento di condanne è la falsa testimonianza, compresa la falsa testimonianza di poliziotti, di informatori, o da parte dei veri killer, o da parte di supposti complici, o di testimoni oculari che
già conoscevano l’imputato. La ricerca ha notato un’alta frequenza di assoluzioni dopo che imputati “vulnerabili”, come i minorenni o i ritardati mentali, erano stati indotti a false confessioni. Quasi tutti i minorenni assolti dopo che era stata annullata la loro confessione erano neri, e il 90% di tutti i minorenni assolti in appello erano neri o ispanici.
Il titolo dello studio è: “Exonerations in the United States, 1989 through 2003," Journal of Criminal Law and Criminology, Vol. 95, No. 2, 2005".
— FONTI
- (Fonti: Death Penalty Information Center, 13/08/2005)
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