Una massaggiatrice tailandese è stata condannata a...
Una massaggiatrice tailandese è stata condannata a morte per contrabbando di droga (600 grammi di eroina) dalla Tailandia all'Indonesia, nel settembre 2001
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Una massaggiatrice tailandese è stata condannata a morte per contrabbando di droga (600 grammi di eroina) dalla Tailandia all'Indonesia, nel settembre 2001.
Il giudice Prim Haryadi ha dichiarato l'imputata, Nonthanam M. Saichon, colpevole di aver introdotto la droga all'aeroporto internazionale di Soekarno-Atta. Ha aggiunto che la Corte non trovava circostanze attenuanti, specialmente nel momento in cui il traffico di droga mette in pericolo la nazione.
La condanna a morte non era attesa, e il procuratore Harun Haraha aveva invece chiesto una condanna all'ergastolo. L'imputata, vestita d'una lunga maglietta bianca e pantaloni scuri, di complessione minuta, con i capelli cortissimi, durante il processo era rimasta seduta a capo chino.
Quando la Corte le ha chiesto se accettava la sentenza o volesse proporre appello ha scosso la testa. "Non capisco", ha detto soltanto Nonthanam, poiché non parla nè inglese nè indonesiano.
La sentenza era stata pronunciata in indonesiano e poi tradotta in inglese.
Fuori dall'aula, l'imputata ha poi gridato, quando un funzionario dell'ambasciata tailandese le ha spiegato la sentenza. La Corte ha dato all'imputata una settimana di tempo per decidere di proporre appello.
Dal 2000, la Corte del distretto di Tangerang ha emesso 16 condanne a morte contro corrieri della droga, tra questi cinque nepalesi, quattro nigeriani, un pakistano, un malawiano e uno zimbabwe.
Il giudice Prim Haryadi ha dichiarato l'imputata, Nonthanam M. Saichon, colpevole di aver introdotto la droga all'aeroporto internazionale di Soekarno-Atta. Ha aggiunto che la Corte non trovava circostanze attenuanti, specialmente nel momento in cui il traffico di droga mette in pericolo la nazione.
La condanna a morte non era attesa, e il procuratore Harun Haraha aveva invece chiesto una condanna all'ergastolo. L'imputata, vestita d'una lunga maglietta bianca e pantaloni scuri, di complessione minuta, con i capelli cortissimi, durante il processo era rimasta seduta a capo chino.
Quando la Corte le ha chiesto se accettava la sentenza o volesse proporre appello ha scosso la testa. "Non capisco", ha detto soltanto Nonthanam, poiché non parla nè inglese nè indonesiano.
La sentenza era stata pronunciata in indonesiano e poi tradotta in inglese.
Fuori dall'aula, l'imputata ha poi gridato, quando un funzionario dell'ambasciata tailandese le ha spiegato la sentenza. La Corte ha dato all'imputata una settimana di tempo per decidere di proporre appello.
Dal 2000, la Corte del distretto di Tangerang ha emesso 16 condanne a morte contro corrieri della droga, tra questi cinque nepalesi, quattro nigeriani, un pakistano, un malawiano e uno zimbabwe.
— FONTI
- (Fonti: Jakarta Post, 14/03/2002)
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