Una donna madre di quattro figli è stata condannata...
Una donna madre di quattro figli è stata condannata a morte per l'assassinio della nipotina di nove anni
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Una donna madre di quattro figli è stata condannata a morte per l'assassinio della nipotina di nove anni.Beatrice Wanjiru Kinyua, 35 anni, è stata condannata dal giudice Vitalis Juma per l'uccisione di Rose Muriuki.
La corte ha ascoltato come la Wanjiru abbia accoltellato la bambina al collo, il 21 giugno 1999, nel villaggio di Kirogo, nel distretto di Kirinyaga, prima di scomparire da casa per l'intera giornata.
Il fratellino della bimba, dodicenne, ha raccontato di trovarsi a riposare sotto un albero fuori della casa del padre, quando la donna è entrata in casa con in mano un coltello. Si era precipitato in casa udendo le urla della sorellina.
Ha ricordato di aver visto l'imputata colpire la bambina al collo con il coltello. La madre della bimba, Anne Wawira Muriuki, ha testimoniato che tra la famiglia e la Wanjiru esisteva una disputa familiare. Ma il giudice ha escluso la lite come causa dell'omicidio, affermando che l'accusa aveva basato il caso solo sulla testimonianza del fratello che aveva assistito all'omicidio.
Il giudice ha detto che il crimine si era compiuto alla piena luce del giorno, che il bambino aveva visto l'accusata e poteva ben riconoscerla, trattandosi della zia.
La corte ha ascoltato come la Wanjiru abbia accoltellato la bambina al collo, il 21 giugno 1999, nel villaggio di Kirogo, nel distretto di Kirinyaga, prima di scomparire da casa per l'intera giornata.
Il fratellino della bimba, dodicenne, ha raccontato di trovarsi a riposare sotto un albero fuori della casa del padre, quando la donna è entrata in casa con in mano un coltello. Si era precipitato in casa udendo le urla della sorellina.
Ha ricordato di aver visto l'imputata colpire la bambina al collo con il coltello. La madre della bimba, Anne Wawira Muriuki, ha testimoniato che tra la famiglia e la Wanjiru esisteva una disputa familiare. Ma il giudice ha escluso la lite come causa dell'omicidio, affermando che l'accusa aveva basato il caso solo sulla testimonianza del fratello che aveva assistito all'omicidio.
Il giudice ha detto che il crimine si era compiuto alla piena luce del giorno, che il bambino aveva visto l'accusata e poteva ben riconoscerla, trattandosi della zia.
— FONTI
- (Fonti: Daily Nation, 20/04/2002)
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