Una corte cinese ha condannato a morte un sudcoreano...
Una corte cinese ha condannato a morte un sudcoreano per traffico di droga
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Una corte cinese ha condannato a morte un sudcoreano per traffico di droga.
Una corte civile della citt� di Qitaihe, della provincia di Heilongjiang, ha condannato a morte un uomo di 55 anni, conosciuto solo come Lee, e un suo complice, Kim, 46 anni, a 10 anni di prigione.
Lee � stato accusato di fabbricazione di 8,72 kg. di narcotici e circa 704 kg. di droghe semi-trattate. I due coreani sono stati arrestati il 7 marzo 2001, e sono stati incriminati il 29 novembre 2001. Le fonti hanno detto che il processo � iniziato il 5 gennaio e la corte non ha impiegato molto a emettere il verdetto. Gli imputati e i loro familiari hanno detto che si appelleranno.
L'esecuzione del cittadino sudcoreano a settembre 2001, accusato di traffico di droga, ha causato tensioni diplomatiche tra Pechino e Seoul sulla base del fatto che la Cina avrebbe violato la Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari non rendendo nota l'esecuzione in anticipo. Ma successivamente la Cina ha dimostrato che l'ambasciata sudcoreana a Pechino e il consolato a Shenyang erano stati appropriatamente informati subito dopo il primo verdetto.
Una corte civile della citt� di Qitaihe, della provincia di Heilongjiang, ha condannato a morte un uomo di 55 anni, conosciuto solo come Lee, e un suo complice, Kim, 46 anni, a 10 anni di prigione.
Lee � stato accusato di fabbricazione di 8,72 kg. di narcotici e circa 704 kg. di droghe semi-trattate. I due coreani sono stati arrestati il 7 marzo 2001, e sono stati incriminati il 29 novembre 2001. Le fonti hanno detto che il processo � iniziato il 5 gennaio e la corte non ha impiegato molto a emettere il verdetto. Gli imputati e i loro familiari hanno detto che si appelleranno.
L'esecuzione del cittadino sudcoreano a settembre 2001, accusato di traffico di droga, ha causato tensioni diplomatiche tra Pechino e Seoul sulla base del fatto che la Cina avrebbe violato la Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari non rendendo nota l'esecuzione in anticipo. Ma successivamente la Cina ha dimostrato che l'ambasciata sudcoreana a Pechino e il consolato a Shenyang erano stati appropriatamente informati subito dopo il primo verdetto.
— FONTI
- (Fonti: Yonhap news agency monitorato da BBC, 16/01/2002)
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