Un tribunale nigeriano della sharia ha posticipato...
Un tribunale nigeriano della sharia ha posticipato l'appello relativo ad un uomo condannato alla lapidazione a dopo la stagione del pellegrinaggio mussulmano a La Mecca, l'Hajj che si tiene dal 10 al 13 febbraio
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Un tribunale nigeriano della sharia ha posticipato l'appello relativo ad un uomo condannato alla lapidazione a dopo la stagione del pellegrinaggio mussulmano a La Mecca, l'Hajj che si tiene dal 10 al 13 febbraio.
Sarimu Mohammed Baranda, 54 anni e descritto dalla propria famiglia come disturbato mentale, era stato riconosciuto nel maggio 2002 responsabile dello stupro di una bambina di nove anni e condannato a morte in base al controverso codice islamico adottato nel nord della Nigeria.
Si ritiene sia il primo uomo condannato alla lapidazione in tre anni, a partire da quando 12 stati del nord a maggioranza islamica hanno cominciato a reintrodurre la sharia, nonostante l'opposizione dei nigeriani cristiani.
"Questo processo � aggiornato a dopo l'Hajj, quando sar� fissata una data poich� non sappiamo quando saremo di ritorno" ha detto il giudice Judge Isa Inuwa alla corte d'appello di Dutse, capitale dello stato di Jigawa.
Baranda aveva inizialmente confessato lo stupro, ma il suo avvocato aveva persuaso la corte a consentire un appello considerati i disturbi mentali dell'assistito.
Gli stati del nord della Nigeria, in cui abitano 40 milioni di persone, a maggioranza mussulmana, hanno iniziato a reintrodurre la sharia in seguito all'elezione del Presidente Olusegun Obasanjo nel 1999 che ha posto fine a 15 anni di governo militare.
Il ripristino della sharia, in atto durante il governo coloniale britannico fino all'indipendenza nigeriana nel 1962, ha provocato scontri sanguinosi tra i mussulmani e le minoranze cristiane delle regioni.
Gruppi internazionali per i diritti e alcuni governi hanno reagito duramente al ripristino di pene come l'amputazione, la fustigazione e la lapidazione.
Obasanjo ha detto che pur essendo contrario alla lapidazione non interverr� per impedire agli stati di applicare le loro leggi. Si aspetta che le condanne di lapidazione verranno commutate se e quando andranno in appello di fronte a corti federali.
Sarimu Mohammed Baranda, 54 anni e descritto dalla propria famiglia come disturbato mentale, era stato riconosciuto nel maggio 2002 responsabile dello stupro di una bambina di nove anni e condannato a morte in base al controverso codice islamico adottato nel nord della Nigeria.
Si ritiene sia il primo uomo condannato alla lapidazione in tre anni, a partire da quando 12 stati del nord a maggioranza islamica hanno cominciato a reintrodurre la sharia, nonostante l'opposizione dei nigeriani cristiani.
"Questo processo � aggiornato a dopo l'Hajj, quando sar� fissata una data poich� non sappiamo quando saremo di ritorno" ha detto il giudice Judge Isa Inuwa alla corte d'appello di Dutse, capitale dello stato di Jigawa.
Baranda aveva inizialmente confessato lo stupro, ma il suo avvocato aveva persuaso la corte a consentire un appello considerati i disturbi mentali dell'assistito.
Gli stati del nord della Nigeria, in cui abitano 40 milioni di persone, a maggioranza mussulmana, hanno iniziato a reintrodurre la sharia in seguito all'elezione del Presidente Olusegun Obasanjo nel 1999 che ha posto fine a 15 anni di governo militare.
Il ripristino della sharia, in atto durante il governo coloniale britannico fino all'indipendenza nigeriana nel 1962, ha provocato scontri sanguinosi tra i mussulmani e le minoranze cristiane delle regioni.
Gruppi internazionali per i diritti e alcuni governi hanno reagito duramente al ripristino di pene come l'amputazione, la fustigazione e la lapidazione.
Obasanjo ha detto che pur essendo contrario alla lapidazione non interverr� per impedire agli stati di applicare le loro leggi. Si aspetta che le condanne di lapidazione verranno commutate se e quando andranno in appello di fronte a corti federali.
— FONTI
- (Fonti: AFP, 27/01/2003)
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