Un tribunale nazionale ruandese nella provincia di...
Un tribunale nazionale ruandese nella provincia di Kibungo ha recentemente processato Immanuel Habimana, anche noto come "Cyasa" e altre 32 persone per genocidio
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Un tribunale nazionale ruandese nella provincia di Kibungo ha recentemente processato Immanuel Habimana, anche noto come "Cyasa" e altre 32 persone per genocidio.
Cyasa era un caporalmaggiore nell'ex esercito ruandese e ha confessato di essere stato un leader dei "Interahamwe", miliziani della regione di Kibungo. Gli Interahamwe sono stati l'ala giovanile di un partito politico, il Movimento della Repubblica per il Progresso Nazionale.
Sebbene il processo sia cominciato contro sei imputati, � stato in seguito allargato a tutti i 32 che Cyasa ha chiamato in causa come suoi complici nei massacri del 1994. Cyasa ha dichiarato di non aver personalmente ucciso nessuno, ma ha ammesso di aver ordinato ad altri di uccidere.
Nonostante la confessione, Cyasa � stato condannato a morte, la massima pena prevista dalla legge ruandese.
I suoi co-imputati hanno ricevuto pene varianti dai 10 anni di prigione alla pena di morte, mentre alcuni sono stati scagionati.
Emmanuel Tuyisenge, un giudice di Kibuye, ha spiegato che secondo l'articolo 9 della legge ruandese coloro i quali hanno pianificato il genocidio e il cui nome appare nella lista degli imputati di prima categoria per genocidio, non potevano accedere alla riduzione di pena, anche se rei-confessi.
Ha sottolineato che le riduzioni di pena si applicano soltanto a chi non compare nella lista di prima categoria e che ha confessato spontaneamente.
Cyasa era un caporalmaggiore nell'ex esercito ruandese e ha confessato di essere stato un leader dei "Interahamwe", miliziani della regione di Kibungo. Gli Interahamwe sono stati l'ala giovanile di un partito politico, il Movimento della Repubblica per il Progresso Nazionale.
Sebbene il processo sia cominciato contro sei imputati, � stato in seguito allargato a tutti i 32 che Cyasa ha chiamato in causa come suoi complici nei massacri del 1994. Cyasa ha dichiarato di non aver personalmente ucciso nessuno, ma ha ammesso di aver ordinato ad altri di uccidere.
Nonostante la confessione, Cyasa � stato condannato a morte, la massima pena prevista dalla legge ruandese.
I suoi co-imputati hanno ricevuto pene varianti dai 10 anni di prigione alla pena di morte, mentre alcuni sono stati scagionati.
Emmanuel Tuyisenge, un giudice di Kibuye, ha spiegato che secondo l'articolo 9 della legge ruandese coloro i quali hanno pianificato il genocidio e il cui nome appare nella lista degli imputati di prima categoria per genocidio, non potevano accedere alla riduzione di pena, anche se rei-confessi.
Ha sottolineato che le riduzioni di pena si applicano soltanto a chi non compare nella lista di prima categoria e che ha confessato spontaneamente.
— FONTI
- (Fonti: Internews, Africa News Service, 11/12/2001, 12/12/2001)
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