un tribunale in Kuwait ha condannato a morte sei sospetti militanti per sanguinosi attentati nel paese.
un tribunale in Kuwait ha condannato a morte sei sospetti militanti per sanguinosi attentati nel paese.
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un tribunale in Kuwait ha condannato a morte sei sospetti militanti per sanguinosi attentati nel paese. I sei erano tra i 37 islamici processati come membri del gruppo "Peninsula Lions" ritenuto legato al gruppo terroristico di al-Qaeda in Iraq e Arabia Saudita. Tra gli imputati c’erano 25 cittadini del Kuwait, sette arabi senza nazionalità, un saudita, un australiano e un somalo. Un giornalista presente in aula ha detto che nessuno degli imputati era presente all’annuncio del verdetto. Altri sospetti hanno ricevuto sentenze al carcere varianti dai 4 mesi ai 15 anni ed uno è stato condannato all’ergastolo.
Sette degli imputati sono stati rilasciati incluso un religioso islamico, Sheikh Hamed al-Ali, l’avvocato Osama al-Munawer, e la moglie di Amer al-Enezi, uno di capi assoluti di al-Qaeda in Kuwait che è morto a febbraio durante la custodia. “Ringrazio Dio. Ho creduto nella mia innocenza fin dall’inizio,” ha dichiarato Munawer alla Reuters per telefono. “La pena di morte è troppo dura giacché non è mai stati provato che abbiano imbracciato armi per combattere qualcuno. Spero che possano ottenere un equo processo in appello.”
Gli imputati erano accusati di appartenere ad un gruppo “estremista” che chiede attentati alle strutture statali e tenta di uccidere le forze di sicure kuwaitiane così come i membri delle ‘forze amiche’ del paese. I procuratori avevano chiesto la pena di morte per circa 20 sospetti per i quattro scontri a fuoco di gennaio in cui nove islamici e quattro uomini del personale di sicurezza sono rimasti uccisi. La polizia ha detto che alcuni dei sospetti avevano confessato di aver pianificato degli attacchi suicidi contro obiettivi occidentali e militari statunitensi in Kuwait, ma diversi militanti hanno negato le accuse dicendo che le confessioni erano state rilasciate sotto costrizione.
Sette degli imputati sono stati rilasciati incluso un religioso islamico, Sheikh Hamed al-Ali, l’avvocato Osama al-Munawer, e la moglie di Amer al-Enezi, uno di capi assoluti di al-Qaeda in Kuwait che è morto a febbraio durante la custodia. “Ringrazio Dio. Ho creduto nella mia innocenza fin dall’inizio,” ha dichiarato Munawer alla Reuters per telefono. “La pena di morte è troppo dura giacché non è mai stati provato che abbiano imbracciato armi per combattere qualcuno. Spero che possano ottenere un equo processo in appello.”
Gli imputati erano accusati di appartenere ad un gruppo “estremista” che chiede attentati alle strutture statali e tenta di uccidere le forze di sicure kuwaitiane così come i membri delle ‘forze amiche’ del paese. I procuratori avevano chiesto la pena di morte per circa 20 sospetti per i quattro scontri a fuoco di gennaio in cui nove islamici e quattro uomini del personale di sicurezza sono rimasti uccisi. La polizia ha detto che alcuni dei sospetti avevano confessato di aver pianificato degli attacchi suicidi contro obiettivi occidentali e militari statunitensi in Kuwait, ma diversi militanti hanno negato le accuse dicendo che le confessioni erano state rilasciate sotto costrizione.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 27/12/2005)
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