Un tribunale di Alma-Ata ha condannato a morte per...
Un tribunale di Alma-Ata ha condannato a morte per fucilazione due dei tre uomini accusati di cannibalismo
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Un tribunale di Alma-Ata ha condannato a morte per fucilazione due dei tre uomini accusati di cannibalismo. Il terzo è stato condannato ad otto anni di detenzione.
Durante il processo l'accusa ha dimostrato che la banda ha ucciso e divorato almeno sette ragazze ad Almata nel corso di quasi due anni.
I criminali sceglievano le loro vittime tra le prostitute sui marciapiedi. Le conducevano in un appartamento di proprietà di un membro della banda, le stordivano con vodka o droghe, quindi le uccidevano.
Poi tagliavano a pezzi i cadaveri usando la carne per fare shish-kebeb o macinato. Anche i parenti dei cannibali avevano mangiato la carne, senza conoscerne la vera natura. Due ragazze che erano riuscite a fuggire dall'appartamento dei cannibali avevano fornito la pista agli investigatori.
Nel corso delle indagini, i sospetti avevano volontariamente fornito ai poliziotti dettagli sui crimini che avevano commesso. Successivamente hanno ritrattato le loro ammissioni e dichiarato che la polizia aveva esercitato pressioni su di loro.
I sospetti sono stati esaminati dagli psichiatri, i quali hanno confermato la loro capacità di affrontare il processo.
Durante il processo l'accusa ha dimostrato che la banda ha ucciso e divorato almeno sette ragazze ad Almata nel corso di quasi due anni.
I criminali sceglievano le loro vittime tra le prostitute sui marciapiedi. Le conducevano in un appartamento di proprietà di un membro della banda, le stordivano con vodka o droghe, quindi le uccidevano.
Poi tagliavano a pezzi i cadaveri usando la carne per fare shish-kebeb o macinato. Anche i parenti dei cannibali avevano mangiato la carne, senza conoscerne la vera natura. Due ragazze che erano riuscite a fuggire dall'appartamento dei cannibali avevano fornito la pista agli investigatori.
Nel corso delle indagini, i sospetti avevano volontariamente fornito ai poliziotti dettagli sui crimini che avevano commesso. Successivamente hanno ritrattato le loro ammissioni e dichiarato che la polizia aveva esercitato pressioni su di loro.
I sospetti sono stati esaminati dagli psichiatri, i quali hanno confermato la loro capacità di affrontare il processo.
— FONTI
- (Fonti: Interfax monitorata dalla BBC, 01/10/2001)
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