un tribunale del Sudan ha condannato a morte dieci persone per l’omicidio...
un tribunale del Sudan ha condannato a morte dieci persone per l’omicidio...
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un tribunale del Sudan ha condannato a morte dieci persone per l’omicidio di un giornalista sudanese, avvenuto lo scorso anno. I dieci, originari della provincia occidentale del Darfur, sono stati accusati di aver assassinato Muhammad Taha, editore del quotidiano Al-Wifaq.
Di età compresa tra 16 e 45 anni, i dieci sono stati condannati alla fucilazione, al termine di un processo durato nove mesi.
Il loro avvocato, Kamal ‘Umar, ha dichiarato che la sentenza è ingiusta e che il metodo di esecuzione è riservato ai militari. Ha aggiunto che il tribunale è stato influenzato da interessi politici, annunciando l’intenzione di presentare appello.
Taha fu rapito da casa sua nel settembre del 2006. Il suo corpo decapitato è stato trovato a sud di Khartoum, capitale del paese.
Pur considerato seguace della Fratellanza musulmana, Taha era stato processato nel 2005 dopo che il suo giornale aveva pubblicato una serie di articoli riguardanti il Profeta Maometto. Molti sudanesi avevano trovato le pubblicazioni offensive verso il Profeta e verso l’Islam, e alcuni avevano chiesto alle autorità di condannare a morte Taha.
Era stato accusato di “opporsi alla religione, incitando l’opinione pubblica e generando dubbi religiosi.”
Taha era stato multato e il suo giornale era stato chiuso per tre mesi.
Aveva negato le accuse di blasfemia e scritto una lettera di pubbliche scuse. Aveva anche provocato l’ira degli abitanti del Darfur pubblicando nel suo giornale critiche nei loro confronti.
Di età compresa tra 16 e 45 anni, i dieci sono stati condannati alla fucilazione, al termine di un processo durato nove mesi.
Il loro avvocato, Kamal ‘Umar, ha dichiarato che la sentenza è ingiusta e che il metodo di esecuzione è riservato ai militari. Ha aggiunto che il tribunale è stato influenzato da interessi politici, annunciando l’intenzione di presentare appello.
Taha fu rapito da casa sua nel settembre del 2006. Il suo corpo decapitato è stato trovato a sud di Khartoum, capitale del paese.
Pur considerato seguace della Fratellanza musulmana, Taha era stato processato nel 2005 dopo che il suo giornale aveva pubblicato una serie di articoli riguardanti il Profeta Maometto. Molti sudanesi avevano trovato le pubblicazioni offensive verso il Profeta e verso l’Islam, e alcuni avevano chiesto alle autorità di condannare a morte Taha.
Era stato accusato di “opporsi alla religione, incitando l’opinione pubblica e generando dubbi religiosi.”
Taha era stato multato e il suo giornale era stato chiuso per tre mesi.
Aveva negato le accuse di blasfemia e scritto una lettera di pubbliche scuse. Aveva anche provocato l’ira degli abitanti del Darfur pubblicando nel suo giornale critiche nei loro confronti.
— FONTI
- (Fonti: : Media Line, 11/11/2007)
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