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PAKISTAN

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Un giudice pakistano ha condannato a morte un musulmano per blasfemia nei confronti del profeta Maometto

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Un giudice pakistano ha condannato a morte un musulmano per blasfemia nei confronti del profeta Maometto. E' la seconda condanna di questo tipo nel paese in meno di due settimane.
L'imputato, Wajih-ul-Hasan, si � dichiarato non colpevole.
"Mi sono convinto che l'accusa abbia dimostrato la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio e dichiaro Wajih ul Hassan colpevole", ha sentenziato il giudice Sardar Ahmad Naeem, nella citt� orientale di Lahore. Il caso si era aperto dopo che l'avvocato Mohammad Ismail Queshi aveva dichiarato di aver ricevuto lettere di Hasan contenenti un "linguaggio molto offensivo" nei confronti di Maometto.
Hasan, 26 anni, dopo la lettura del verdetto � rimasto composto e, secondo il racconto dei testimoni, si � rivolto ai propri parenti fuori della corte simulando con la mano il taglio della propria gola. Ha il diritto di presentare appello davanti all'Alta Corte di Lahore. La condanna � giunta pochi giorni dopo che un altro giudice di Lahore aveva condannato a morte un cristiano, Anwar Kenneth, sulla base di accuse simili.
Sebbene la legge pakistana prescriva la morte per chi insulti Maometto, gli altri profeti e i libri sacri, e le corti abbiano emesso diverse condanne a morte, esse non sono mai state eseguite. Ma fanatici religiosi hanno ucciso cristiani e musulmani accusati di blasfemia.
Un musulmano di 48 anni � stato lapidato a morte il 5 luglio da circa 300 abitanti inferociti di un villaggio della provincia centrale del Punjab, su richiesta di un religioso. Un'associazione di comunit� minoritarie non-musulmane del Pakistan ha recentemente chiesto al governo militare di abolire la controversa legge sulla blasfemia, affermando che � stata usata contro di loro per regolare conti personali.
FONTI
  • (Fonti: Reuters, Yahoo website, South China Morning Post, 29/07/2002)