un corte d’appello di Kuwait city ha confermato quattro condanne a morte...
un corte d’appello di Kuwait city ha confermato quattro condanne a morte e commutato altre due in ergastolo in un caso contro un gruppo di fondamentalisti islamici giudicati colpevoli di attacchi alle truppe statunitensi in Kuwait.
2 MIN DI LETTURA
un corte d’appello di Kuwait city ha confermato quattro condanne a morte e commutato altre due in ergastolo in un caso contro un gruppo di fondamentalisti islamici giudicati colpevoli di attacchi alle truppe statunitensi in Kuwait.
Gli imputati erano stati arrestati a gennaio 2005 dopo gli scontri, senza precedenti, tra polizia e sospetti terroristi. Otto militanti e quattro agenti sono rimasti uccisi.
A dicembre 2005, un tribunale aveva condannato sei uomini a morte e diversi altri al carcere.
Sia l’accusa che i condannati si erano appellati contro le sentenze.
“Morte all’America, morte a Israele,” ha urlato uno dei 18 imputati in aula dopo che il giudice Ibrahim al-Obeid ha letto le sentenze. Uno degli uomini che ha avuto la commutazione, si è inginocchiato ringraziando Dio.
La corte ha confermato l’assoluzione per altri sette, incluso un avvocato a difesa degli estremisti islamici e un religioso famoso per le sue prediche contro la presenza delle forze americane nel paese.
Altri quattro imputati hanno avuto riduzioni e aumenti delle pene.
Il procuratore ha detto che i membri del gruppo, detti i Leoni della Penisola, erano in possesso di armi e sostanze chimiche utilizzabili per fabbricare esplosivi, e che stavano complottando un attentato ai funzionari della sicurezza kuwaitiani.
Gli avvocati della difesa dei leader del gruppo hanno dichiarato che gli uomini stavano pianificando di andare in Iraq per combattere le truppe straniere. Molti imputati hanno detto di aver confessato sotto costrizione. Un imputato giordano ha detto che la sicurezza di stato lo avrebbe minacciato di aggredire sessualmente sua moglie, anche lei detenuta, a meno che lui non dicesse che i membri del gruppo, che risiedevano nel suo appartamento, avevano combattuto contro la polizia.
Gli imputati erano stati arrestati a gennaio 2005 dopo gli scontri, senza precedenti, tra polizia e sospetti terroristi. Otto militanti e quattro agenti sono rimasti uccisi.
A dicembre 2005, un tribunale aveva condannato sei uomini a morte e diversi altri al carcere.
Sia l’accusa che i condannati si erano appellati contro le sentenze.
“Morte all’America, morte a Israele,” ha urlato uno dei 18 imputati in aula dopo che il giudice Ibrahim al-Obeid ha letto le sentenze. Uno degli uomini che ha avuto la commutazione, si è inginocchiato ringraziando Dio.
La corte ha confermato l’assoluzione per altri sette, incluso un avvocato a difesa degli estremisti islamici e un religioso famoso per le sue prediche contro la presenza delle forze americane nel paese.
Altri quattro imputati hanno avuto riduzioni e aumenti delle pene.
Il procuratore ha detto che i membri del gruppo, detti i Leoni della Penisola, erano in possesso di armi e sostanze chimiche utilizzabili per fabbricare esplosivi, e che stavano complottando un attentato ai funzionari della sicurezza kuwaitiani.
Gli avvocati della difesa dei leader del gruppo hanno dichiarato che gli uomini stavano pianificando di andare in Iraq per combattere le truppe straniere. Molti imputati hanno detto di aver confessato sotto costrizione. Un imputato giordano ha detto che la sicurezza di stato lo avrebbe minacciato di aggredire sessualmente sua moglie, anche lei detenuta, a meno che lui non dicesse che i membri del gruppo, che risiedevano nel suo appartamento, avevano combattuto contro la polizia.
— FONTI
- (Fonti: The Associated Press, 13/11/2006)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE29 GIUGNO 2026
USA - Premiati i migliori studi legali che hanno difeso “pro bono”

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
INDIA: DUE CONDANNE A MORTE COMMUTATE IN 30 ANNI DI CARCERE

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
USA - Florida. Ex direttore di prigione esorta il personale penitenziario a non partecipare alle esecuzioni

PENA DI MORTE27 GIUGNO 2026
LETTERE DALL’INFERNO A SUOR GERVASIA, LA RINASCITA DI DOMENICO PAPALIA

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
IRAN - Issa Rahmani impiccato a Zahedan il 21 giugno

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
