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Un carpentiere indonesiano è sfuggito alla forca dopo che la Corte d'Appello ha annullato la dichiarazione di colpevolezza per traffico di ganja
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Un carpentiere indonesiano � sfuggito alla forca dopo che la Corte d'Appello ha annullato la dichiarazione di colpevolezza per traffico di ganja.
Abdul Rahman Akif, 44 anni, � invece stato riconosciuto colpevole del reato minore di possesso di droga e condannato a 18 anni di carcere e a dieci colpi di verga. La massima condanna per questo reato, secondo la Sezione 39A (2) relativa alle Droghe Pericolose, � 20 anni di carcere e 10 colpi di verga. Una giuria di tre membri guidata dal giudice Datuk Gopal Sri Ram ha ordinato che la condanna alla detenzione divenisse effettiva dal maggio 1996 quando Abdul Rahman fu mandato in prigione in seguito al suo arresto.
Gli altri due membri del tribunale erano i giudici Datuk Mohamed Saari Yusoff e Datuk Alauddin Mohamed Sheriff.
L'Alta Corte gli aveva comminato la condanna a morte obbligatoria dopo averlo riconosciuto colpevole del traffico di 4.826,9 kg di ganja a Jalan Kubur Bakar Batu, Johor Baharu alle 3 del mattino del 9 maggio 1996.
Nell'annullare la dichiarazione di colpevolezza e la sentenza, il giudice Sri Ram ha detto che la pubblica accusa non era riuscita a spiegare cos'era successo ad Abdul Rahman dal momento in cui era stato arrestato (alle 3 del mattino) a quello in cui era stato portato nella prigione della polizia (alle 11.30).
Il giudice ha detto che la corte di primo grado aveva anche accettato che una dichiarazione da parte di Abdul Rahman fosse acquisita in circostanze oppressive e non resa volontariamente.
Abdul Rahman Akif, 44 anni, � invece stato riconosciuto colpevole del reato minore di possesso di droga e condannato a 18 anni di carcere e a dieci colpi di verga. La massima condanna per questo reato, secondo la Sezione 39A (2) relativa alle Droghe Pericolose, � 20 anni di carcere e 10 colpi di verga. Una giuria di tre membri guidata dal giudice Datuk Gopal Sri Ram ha ordinato che la condanna alla detenzione divenisse effettiva dal maggio 1996 quando Abdul Rahman fu mandato in prigione in seguito al suo arresto.
Gli altri due membri del tribunale erano i giudici Datuk Mohamed Saari Yusoff e Datuk Alauddin Mohamed Sheriff.
L'Alta Corte gli aveva comminato la condanna a morte obbligatoria dopo averlo riconosciuto colpevole del traffico di 4.826,9 kg di ganja a Jalan Kubur Bakar Batu, Johor Baharu alle 3 del mattino del 9 maggio 1996.
Nell'annullare la dichiarazione di colpevolezza e la sentenza, il giudice Sri Ram ha detto che la pubblica accusa non era riuscita a spiegare cos'era successo ad Abdul Rahman dal momento in cui era stato arrestato (alle 3 del mattino) a quello in cui era stato portato nella prigione della polizia (alle 11.30).
Il giudice ha detto che la corte di primo grado aveva anche accettato che una dichiarazione da parte di Abdul Rahman fosse acquisita in circostanze oppressive e non resa volontariamente.
— FONTI
- (Fonti: Organisation Of Asia-Pacific News Agencies, Bernama, 05/08/2002)
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