Un cardinale della chiesa cattolica ha sostenuto che...
Un cardinale della chiesa cattolica ha sostenuto che i tempi potrebbero essere maturi per il lancio di una campagna internazionale di protesta contro il Sudan per la violazione dei diritti umani, secondo il resoconto dell'agenzia internazionale Zenit con
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Un cardinale della chiesa cattolica ha sostenuto che i tempi potrebbero essere maturi per il lancio di una campagna internazionale di protesta contro il Sudan per la violazione dei diritti umani, secondo il resoconto dell'agenzia internazionale Zenit con sede a Roma e specializzata nel trattare questioni cattoliche.
Il cardinale Roberto Tucci, presidente del consiglio di amministrazione di radio vaticana, ha lanciato la proposta commentando il caso di Abok Alfa Akok, che � stata condannata a morte mediante lapidazione perch� accusata di essere rimasta incinta fuori dal matrimonio nel dicembre 2001, riporta l'agenzia.
Una corte d'appello nello stato meridionale di Darfur, confinante con la Repubblica Centro-Africana, ha recentemente annullato la condanna a morte mediante lapidazione contro Akok, e ha rinviato il caso a una corte inferiore dello stato per una nuova sentenza.
La sentenza originale era stata emessa in base alla legge islamica della sharia, anche se Akok, membro della trib� Dinka del Sudan, il gruppo etnico pi� numeroso del sud, � cristiana, riferisce la Reuters.
"Per anni in Sudan c'� stata una persecuzione da parte del governo musulmano contro le popolazioni del sud, di pelle bianca, di religione cristiana o animista", riporta Zenit citando le parole di Tucci alla radio vaticana.
"La sharia � stata applicata a una persona che non � musulmana", ha detto. "Sarebbe opportuno iniziare una campagna di protesta contro ci� che sta avvenendo. Perch� l'ONU non interviene?".
L'inviato speciale dell'ONU per i diritti umani in Sudan, Gerhart Baum, ha detto in un rapporto nel novembre 2001 che non � vero, come hanno affermato certi cristiani fondamentalisti, che ci sia una persecuzione religiosa in Sudan. C'� preoccupazione sulle limitazioni della libert� religiosa, la discriminazione e il crescente connotato islamico dell' istruzione e della vita pubblica, ma non c'� una repressione sistematica della chiese cristiane, ha dichiarato.
"La commissione diritti umani dell'ONU � preoccupata per il caso di Akok, ma forse questa azione dovrebbe essere sostenuta da una campagna internazionale che servir� a far luce sulla situazione sudanese", ha detto Tucci come riportato dalla Zenit.
Tra quelli che esprimono sostegno alla proposta di Tucci c'� l'arcivescovo Laurent Monsengwo Pasinya di Kisangani, della Repubblica Democratica del Congo, presidente del simposio delle conferenze episcopali dell'Africa e Madagascar (SECAM), ha detto l'agenzia.
In Sudan vige ancora lo stato di emergenza proclamato dal presidente Umar Hasan al-Bashir alla fine del 2000 dopo un conflitto politico con l'ex presidente del parlamento, Hasan al-Turabi.
Le leggi sulla sicurezza sono state irrigidite e la polizia ha incrementato la sua attivit�.
Il cardinale Roberto Tucci, presidente del consiglio di amministrazione di radio vaticana, ha lanciato la proposta commentando il caso di Abok Alfa Akok, che � stata condannata a morte mediante lapidazione perch� accusata di essere rimasta incinta fuori dal matrimonio nel dicembre 2001, riporta l'agenzia.
Una corte d'appello nello stato meridionale di Darfur, confinante con la Repubblica Centro-Africana, ha recentemente annullato la condanna a morte mediante lapidazione contro Akok, e ha rinviato il caso a una corte inferiore dello stato per una nuova sentenza.
La sentenza originale era stata emessa in base alla legge islamica della sharia, anche se Akok, membro della trib� Dinka del Sudan, il gruppo etnico pi� numeroso del sud, � cristiana, riferisce la Reuters.
"Per anni in Sudan c'� stata una persecuzione da parte del governo musulmano contro le popolazioni del sud, di pelle bianca, di religione cristiana o animista", riporta Zenit citando le parole di Tucci alla radio vaticana.
"La sharia � stata applicata a una persona che non � musulmana", ha detto. "Sarebbe opportuno iniziare una campagna di protesta contro ci� che sta avvenendo. Perch� l'ONU non interviene?".
L'inviato speciale dell'ONU per i diritti umani in Sudan, Gerhart Baum, ha detto in un rapporto nel novembre 2001 che non � vero, come hanno affermato certi cristiani fondamentalisti, che ci sia una persecuzione religiosa in Sudan. C'� preoccupazione sulle limitazioni della libert� religiosa, la discriminazione e il crescente connotato islamico dell' istruzione e della vita pubblica, ma non c'� una repressione sistematica della chiese cristiane, ha dichiarato.
"La commissione diritti umani dell'ONU � preoccupata per il caso di Akok, ma forse questa azione dovrebbe essere sostenuta da una campagna internazionale che servir� a far luce sulla situazione sudanese", ha detto Tucci come riportato dalla Zenit.
Tra quelli che esprimono sostegno alla proposta di Tucci c'� l'arcivescovo Laurent Monsengwo Pasinya di Kisangani, della Repubblica Democratica del Congo, presidente del simposio delle conferenze episcopali dell'Africa e Madagascar (SECAM), ha detto l'agenzia.
In Sudan vige ancora lo stato di emergenza proclamato dal presidente Umar Hasan al-Bashir alla fine del 2000 dopo un conflitto politico con l'ex presidente del parlamento, Hasan al-Turabi.
Le leggi sulla sicurezza sono state irrigidite e la polizia ha incrementato la sua attivit�.
— FONTI
- (Fonti: UN Integrated Regional Information Networks, Africa News Service, 15/02/2002)
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