un avvocato della difesa ha accusato la polizia pachistana di aver usato violenza...
un avvocato della difesa ha accusato la polizia pachistana di aver usato violenza e maltrattamenti al fine di estorcere la confessione ai sette uomini condannati per il tentato assassinio del primo ministro pachistano, Shaukat Aziz.
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un avvocato della difesa ha accusato la polizia pachistana di aver usato violenza e maltrattamenti al fine di estorcere la confessione ai sette uomini condannati per il tentato assassinio del primo ministro pachistano, Shaukat Aziz.
Il 22 maggio, un tribunale anti-terrorismo di Rawalpindi ha condannato a morte quattro uomini, altri tre all’ergastolo, per l’attentato. Gli uomini erano stati descritti come membri del gruppo militante pachistano fuori legge, Jaish-e-Mohammed.
Un ottavo co-imputato era stato rilasciato per mancanza di prove.
Aziz è uscito incolume dall’attacco suicida del 30 luglio 2004, mentre altri nove, tra cui l’attentatore, sono morti.
Basharatullah Khan, avvocato di due dei sospetti, incluso quello rilasciato, ha sostenuto che la polizia non ha prodotto prove che colleghino gli accusati ad alcun gruppo terrorista, ed ha usato la forza per ottenere la confessione.
Khan ha anche detto che uno dei testimoni dell’accusa ha dichiarato al giudice di essere stato picchiato dalla polizia, e tenuto sveglio per tre giorni, e la sua famiglia minacciata dagli agenti per costringerlo a testimoniare contro gli imputati.
Ha aggiunto che il suo assistito condannato a morte, Mohammed Sulaiman, è stato sotto custodia della polizia dai tre ai quattro mesi prima di essere portato in aula. L’uomo avrebbe asserito che la polizia lo ha maltratto, privandolo del sonno per forzarlo a confessare.
Il 22 maggio, un tribunale anti-terrorismo di Rawalpindi ha condannato a morte quattro uomini, altri tre all’ergastolo, per l’attentato. Gli uomini erano stati descritti come membri del gruppo militante pachistano fuori legge, Jaish-e-Mohammed.
Un ottavo co-imputato era stato rilasciato per mancanza di prove.
Aziz è uscito incolume dall’attacco suicida del 30 luglio 2004, mentre altri nove, tra cui l’attentatore, sono morti.
Basharatullah Khan, avvocato di due dei sospetti, incluso quello rilasciato, ha sostenuto che la polizia non ha prodotto prove che colleghino gli accusati ad alcun gruppo terrorista, ed ha usato la forza per ottenere la confessione.
Khan ha anche detto che uno dei testimoni dell’accusa ha dichiarato al giudice di essere stato picchiato dalla polizia, e tenuto sveglio per tre giorni, e la sua famiglia minacciata dagli agenti per costringerlo a testimoniare contro gli imputati.
Ha aggiunto che il suo assistito condannato a morte, Mohammed Sulaiman, è stato sotto custodia della polizia dai tre ai quattro mesi prima di essere portato in aula. L’uomo avrebbe asserito che la polizia lo ha maltratto, privandolo del sonno per forzarlo a confessare.
— FONTI
- (Fonti: zeenews.com, 23/05/2006)
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