Tutto ciò che concerne la pena di morte è circondato...
Tutto ciò che concerne la pena di morte è circondato dal segreto
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Il 5 dicembre 1998, l’allora Presidente Askar Akayev ha adottato tramite decreto una moratoria di 2 anni sulla pena capitale. Quando la moratoria è entrata in vigore, vi erano 55 detenuti nel braccio della morte. Alla sua scadenza, il 31 dicembre 2000, la moratoria è stata prorogata di un anno fino all’ultima proroga avvenuta il 15 gennaio 2005 e valida fino al 31 dicembre 2005.
Il governo di Akayev è caduto sull’onda di una rivolta popolare scoppiata dopo le elezioni del febbraio 2005, i cui risultati erano stati contestati dall’opposizione. Dopo 15 anni di governo, Akayev si è formalmente dimesso da Presidente ad aprile. Il 28 aprile 2005, il suo sostituto, Kurmanbek Bakiyev, ha dichiarato che il Kirgizistan deve abolire la pena. "Propongo di prendere in considerazione l’esclusione della pena di morte dalla Costituzione e la sua sostituzione con una pena a vita," ha affermato in occasione di una conferenza sulla costituzione a Bishkek. Dopo una schiacciante vittoria alle elezioni del luglio 2005, Bakiyev è entrato in carica come Presidente nell’agosto 2005. Il 13 ottobre 2005, il presidente Bakiyev ha chiesto al Consiglio Costituzionale di predisporre gli emendamenti costituzionali necessari all’abolizione della pena di morte. Presieduto dallo stesso Bakiyev, il Consiglio Costituzionale è un organismo composto da 289 membri del parlamento, del governo e della società civile, e ha il compito di preparare gli emendamenti alla Costituzione kirghiza. Ci si aspetta che il Consiglio termini i suoi lavori entro la fine del 2005.
Tutto ciò che concerne la pena di morte è circondato dal segreto. Nel Kirghizistan ci sono 35 prigioni, ma solo 5 di esse possono essere veramente considerate tali. Nel Penitenziario n. 1 a Bishkek, il braccio della morte è noto come Corridoio n. 6 (un ricordo dello stalinismo).
Nel gennaio del 1998 è entrato in vigore un nuovo Codice Penale che ha ridotto drasticamente i reati capitali a sei: terrorismo, tradimento, omicidio premeditato, stupro, crimini aggravati nonché per i reati previsti nel Codice Penale Militare.
Prima del 1998, oltre 30 articoli del codice penale dell’ex stato sovietico imponevano la pena di morte.
Le donne e i minori di 18 anni sono esclusi dalla pena di morte.
Un emendamento al nuovo codice penale firmato dal Presidente Akayev il 23 marzo 2004, ha ulteriormente abbassato il numero dei reati capitali che ora sono tre: omicidio premeditato, stupro e genocidio.
Il cambiamento faceva parte di un programma sui diritti umani adottato nel gennaio del 2002, in base al quale la pena di morte potrebbe essere abolita in Kirghizistan entro il 2010.
Il 14 giugno 2004, il commissario per i diritti umani del Kirghizistan, Tursunbai Bakir-uulu, ha denunciato le condizioni “disumane” in cui versano i detenuti nel braccio della morte. Il commissario ha dichiarato che i tribunali dovrebbero smettere di emettere condanne a morte fino a che non saranno cotruite nuove carceri speciali per questo tipo di detenuti, che hanno raggiunto il numero di 160 nel paese.
Il governo di Akayev è caduto sull’onda di una rivolta popolare scoppiata dopo le elezioni del febbraio 2005, i cui risultati erano stati contestati dall’opposizione. Dopo 15 anni di governo, Akayev si è formalmente dimesso da Presidente ad aprile. Il 28 aprile 2005, il suo sostituto, Kurmanbek Bakiyev, ha dichiarato che il Kirgizistan deve abolire la pena. "Propongo di prendere in considerazione l’esclusione della pena di morte dalla Costituzione e la sua sostituzione con una pena a vita," ha affermato in occasione di una conferenza sulla costituzione a Bishkek. Dopo una schiacciante vittoria alle elezioni del luglio 2005, Bakiyev è entrato in carica come Presidente nell’agosto 2005. Il 13 ottobre 2005, il presidente Bakiyev ha chiesto al Consiglio Costituzionale di predisporre gli emendamenti costituzionali necessari all’abolizione della pena di morte. Presieduto dallo stesso Bakiyev, il Consiglio Costituzionale è un organismo composto da 289 membri del parlamento, del governo e della società civile, e ha il compito di preparare gli emendamenti alla Costituzione kirghiza. Ci si aspetta che il Consiglio termini i suoi lavori entro la fine del 2005.
Tutto ciò che concerne la pena di morte è circondato dal segreto. Nel Kirghizistan ci sono 35 prigioni, ma solo 5 di esse possono essere veramente considerate tali. Nel Penitenziario n. 1 a Bishkek, il braccio della morte è noto come Corridoio n. 6 (un ricordo dello stalinismo).
Nel gennaio del 1998 è entrato in vigore un nuovo Codice Penale che ha ridotto drasticamente i reati capitali a sei: terrorismo, tradimento, omicidio premeditato, stupro, crimini aggravati nonché per i reati previsti nel Codice Penale Militare.
Prima del 1998, oltre 30 articoli del codice penale dell’ex stato sovietico imponevano la pena di morte.
Le donne e i minori di 18 anni sono esclusi dalla pena di morte.
Un emendamento al nuovo codice penale firmato dal Presidente Akayev il 23 marzo 2004, ha ulteriormente abbassato il numero dei reati capitali che ora sono tre: omicidio premeditato, stupro e genocidio.
Il cambiamento faceva parte di un programma sui diritti umani adottato nel gennaio del 2002, in base al quale la pena di morte potrebbe essere abolita in Kirghizistan entro il 2010.
Il 14 giugno 2004, il commissario per i diritti umani del Kirghizistan, Tursunbai Bakir-uulu, ha denunciato le condizioni “disumane” in cui versano i detenuti nel braccio della morte. Il commissario ha dichiarato che i tribunali dovrebbero smettere di emettere condanne a morte fino a che non saranno cotruite nuove carceri speciali per questo tipo di detenuti, che hanno raggiunto il numero di 160 nel paese.
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