TUNISIA: MARZOUKI DEPLORA IL MANTENIMENTO DELLA PENA DI MORTE IN COSTITUZIONE
il presidente ad interim tunisino Moncef Marzouki ha deplorato profondamente la non alterazione
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il presidente ad interim tunisino Moncef Marzouki ha deplorato profondamente la non alterazione dell'articolo 21 del progetto di Costituzione e quindi il mantenimento della pena di morte, ha reso noto la Presidenza con un comunicato stampa.
Marzouki aveva espresso la sua posizione sulla questione il 1° giugno 2013 in una lettera inviata all’Assemblea Nazionale Costituente sul progetto di Costituzione, ha aggiunto la stessa fonte.
Nella lettera il Presidente aveva spiegato che la pena capitale non ha mai scoraggiato la criminalità ed è sempre servita a regolare i conti con gli oppositori politici e ad opprimere le classi svantaggiate.
Marzouki ha anche argomentato nella lettera, il cui contenuto è stato riportato dal comunicato stampa della Presidenza, che l'abolizione della pena di morte dovrebbe essere presa in considerazione a causa del suo uso improprio nel corso della storia, "soprattutto perché gli studi hanno dimostrato che errori giudiziari irrevocabili sono stati commessi in questa area".
“L'articolo 21 non permetterà mai alla Tunisia di far parte dei paesi democratici abolizionisti, vale a dire la maggior parte delle nazioni del mondo, compresa la Turchia , un Paese attaccato all’Islam tanto quanto la Tunisia", è scritto nella nota.
L'Assemblea Nazionale Costituente ha approvato il 6 gennaio l’articolo 21 con 135 voti. L'articolo afferma: "Il diritto alla vita è sacro. Esso non deve essere pregiudicato se non in casi eccezionali stabiliti dalla legge».
Durante la discussione di questo articolo, una proposta di emendamento per abolire la pena di morte è stata respinta con 102 voti.
Marzouki aveva espresso la sua posizione sulla questione il 1° giugno 2013 in una lettera inviata all’Assemblea Nazionale Costituente sul progetto di Costituzione, ha aggiunto la stessa fonte.
Nella lettera il Presidente aveva spiegato che la pena capitale non ha mai scoraggiato la criminalità ed è sempre servita a regolare i conti con gli oppositori politici e ad opprimere le classi svantaggiate.
Marzouki ha anche argomentato nella lettera, il cui contenuto è stato riportato dal comunicato stampa della Presidenza, che l'abolizione della pena di morte dovrebbe essere presa in considerazione a causa del suo uso improprio nel corso della storia, "soprattutto perché gli studi hanno dimostrato che errori giudiziari irrevocabili sono stati commessi in questa area".
“L'articolo 21 non permetterà mai alla Tunisia di far parte dei paesi democratici abolizionisti, vale a dire la maggior parte delle nazioni del mondo, compresa la Turchia , un Paese attaccato all’Islam tanto quanto la Tunisia", è scritto nella nota.
L'Assemblea Nazionale Costituente ha approvato il 6 gennaio l’articolo 21 con 135 voti. L'articolo afferma: "Il diritto alla vita è sacro. Esso non deve essere pregiudicato se non in casi eccezionali stabiliti dalla legge».
Durante la discussione di questo articolo, una proposta di emendamento per abolire la pena di morte è stata respinta con 102 voti.
— FONTI
- (Fonti: allafrica.com, 08/01/2014)
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