Tre condannati per omicidio sono stati uccisi nel cortile...
Tre condannati per omicidio sono stati uccisi nel cortile della prigione di Rumieh, il più grande carcere libanese, alla periferia Nord di Beirut
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Tre condannati per omicidio sono stati uccisi nel cortile della prigione di Rumieh, il pi� grande carcere libanese, alla periferia Nord di Beirut. Sono le prime esecuzioni da quando Emile Lahoud � divenuto presidente del Libano nel 1998.
Ahmed Mansour, condannato per l'uccisione di otto persone in una sparatoria in un edificio del governo il 31 luglio 2002, � stato giustiziato per impiccagione.
Badieh Hamadeh, considerato membro di Osbat al-Ansar, un gruppo islamico inserito da Washington nella lista delle organizzazioni terroristiche, giudicato colpevole dell'omicidio di tre membri dell'Intelligence militare libanese nel luglio dell'anno scorso, ha affrontato il plotone d'esecuzione insieme con Remy Antoine Zaatar, condannato per l'assassinio di tre agenti della Guardia Civile durante una rapina nel giugno 2000.
Decine di libanesi, attivisti dei diritti umani, hanno marciato di fronte al parlamento sventolando bandiere nere e si sono raccolti in una veglia davanti alle porte del carcere.
L'Irlanda, Presidente di turno dell'Unione Europea, aveva sollecitato il Libano a ripensare la decisione.
In un comunicato ufficiale, il premier irlandese Bertie Ahern aveva sottolineato che i Paesi membri dell'Unione considerano l'uso della pena di morte come "un affronto alla dignita' degli esseri umani".
La Commissione europea ha condannato l'esecuzione e valuter� ''le implicazioni'' sull'accordo di associazione che il paese ha firmato con l'Ue nel giugno del 2002, ''in considerazione - ha precisato un portavoce della Commissione - dell'importanza che l'Unione assegna al tema della pena di morte''.
Ahmed Mansour, condannato per l'uccisione di otto persone in una sparatoria in un edificio del governo il 31 luglio 2002, � stato giustiziato per impiccagione.
Badieh Hamadeh, considerato membro di Osbat al-Ansar, un gruppo islamico inserito da Washington nella lista delle organizzazioni terroristiche, giudicato colpevole dell'omicidio di tre membri dell'Intelligence militare libanese nel luglio dell'anno scorso, ha affrontato il plotone d'esecuzione insieme con Remy Antoine Zaatar, condannato per l'assassinio di tre agenti della Guardia Civile durante una rapina nel giugno 2000.
Decine di libanesi, attivisti dei diritti umani, hanno marciato di fronte al parlamento sventolando bandiere nere e si sono raccolti in una veglia davanti alle porte del carcere.
L'Irlanda, Presidente di turno dell'Unione Europea, aveva sollecitato il Libano a ripensare la decisione.
In un comunicato ufficiale, il premier irlandese Bertie Ahern aveva sottolineato che i Paesi membri dell'Unione considerano l'uso della pena di morte come "un affronto alla dignita' degli esseri umani".
La Commissione europea ha condannato l'esecuzione e valuter� ''le implicazioni'' sull'accordo di associazione che il paese ha firmato con l'Ue nel giugno del 2002, ''in considerazione - ha precisato un portavoce della Commissione - dell'importanza che l'Unione assegna al tema della pena di morte''.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 17/01/2004)
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