TEXAS (USA): GIUSTIZIATO DOPO 11 ANNI NEL BRACCIO DELLA MORTE
un uomo è stato giustiziato mediante iniezione letale in Texas, dopo aver trascorso 11 anni nel braccio della morte. Michael Rosales, 35 anni, è morto alle 18:17, otto minuti dopo che le sostanze letali gli sono state iniettate.
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un uomo è stato giustiziato mediante iniezione letale in Texas, dopo aver trascorso 11 anni nel braccio della morte.
Michael Rosales, 35 anni, è morto alle 18:17, otto minuti dopo che le sostanze letali gli sono state iniettate.
Era stato condannato a morte per l’omicidio di Mary Felder, 67 anni, commesso nel 1997.
Si tratta del 13° prigioniero giustiziato in Texas dall’inizio dell’anno.
Rosales aveva confessato di essersi introdotto nell’abitazione della donna in cerca di soldi e, una volta scoperto, di aver ucciso la vittima con dei coltelli trovati in cucina.
L’uomo, che all’epoca si trovava in libertà condizionata, commise l’omicidio sotto l’effetto di cocaina.
Mentre tre fratelli di Rosales hanno assistito alla sua esecuzione, nessun parente o amico della Felder era presente.
Circa 90 minuti prima dell’esecuzione, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto la richiesta di sospensione dell’iniezione letale, circostanza che avrebbe consentito agli avvocati di Rosales di meglio preparare una richiesta di grazia alle autorità texane e di sostenere ancora la tesi del ritardo mentale, che lo avrebbe reso non giustiziabile.
Le autorità statali hanno da parte loro detto che il termine per la presentazione della domanda di grazia era scaduto, aggiungendo che la possibilità di ritardo mentale era stata già esaminata e respinta dalle corti d’appello, compresa la corte federale che fermò l’esecuzione di Rosales nel 2004.
Michael Rosales, 35 anni, è morto alle 18:17, otto minuti dopo che le sostanze letali gli sono state iniettate.
Era stato condannato a morte per l’omicidio di Mary Felder, 67 anni, commesso nel 1997.
Si tratta del 13° prigioniero giustiziato in Texas dall’inizio dell’anno.
Rosales aveva confessato di essersi introdotto nell’abitazione della donna in cerca di soldi e, una volta scoperto, di aver ucciso la vittima con dei coltelli trovati in cucina.
L’uomo, che all’epoca si trovava in libertà condizionata, commise l’omicidio sotto l’effetto di cocaina.
Mentre tre fratelli di Rosales hanno assistito alla sua esecuzione, nessun parente o amico della Felder era presente.
Circa 90 minuti prima dell’esecuzione, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto la richiesta di sospensione dell’iniezione letale, circostanza che avrebbe consentito agli avvocati di Rosales di meglio preparare una richiesta di grazia alle autorità texane e di sostenere ancora la tesi del ritardo mentale, che lo avrebbe reso non giustiziabile.
Le autorità statali hanno da parte loro detto che il termine per la presentazione della domanda di grazia era scaduto, aggiungendo che la possibilità di ritardo mentale era stata già esaminata e respinta dalle corti d’appello, compresa la corte federale che fermò l’esecuzione di Rosales nel 2004.
— FONTI
- (Fonti: AP, 15/04/2009)
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