TAIWAN: MIN. GIUSTIZIA, SU PENA DI MORTE NON CAMBIAMO POLITICA
il ministro della Giustizia di Taiwan, Tseng Yung-fu, ha ribadito che non c'è stato alcun cambiamento
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il ministro della Giustizia di Taiwan, Tseng Yung-fu, ha ribadito che non c'è stato alcun cambiamento nella politica del governo di ridurre al minimo la pena capitale piuttosto che abolirla. "La nostra politica rimane invariata – la pena di morte sarà usata il meno possibile, ma non sarà eliminata per il momento", ha detto Tseng durante una sessione del parlamento.
Le dichiarazioni di Tseng sono arrivate dopo che lo stesso giorno lo United Daily News ha scritto in un articolo di prima pagina che Taiwan ha capovolto la sua politica in materia di pena capitale.
Il giornale ha detto che Il Ministero della Giustizia (MOJ), nel suo primo rapporto sui diritti umani, ha chiesto ai pubblici ministeri di astenersi dal raccomandare la pena di morte per imputati e sospetti criminali. "La proposta mira a minimizzare e addirittura evitare la condanna morte," ha detto un funzionario del MOJ citato nell’articolo.
Il quotidiano ha fatto l'esempio di un caso discusso il giorno prima nella Contea di Nantou, nel quale i pubblici ministeri avevano raccomandato la pena di morte o l’ergastolo per un uomo accusato di avere avvelenato quattro persone con un solvente tossico industriale nel mese di luglio. Di solito, i pubblici ministeri avrebbero chiesto solo la pena di morte in casi come questo, ha detto il giornale. Commentando la notizia, Tseng ha detto che anche se ai pubblici ministeri è stato chiesto di proporre sanzioni diverse dalla pena capitale, il ministero della giustizia ha sempre rispettato le decisioni dei procuratori. Alla domanda se i 51 detenuti nel braccio della morte saranno giustiziati, Tseng ha risposto che la posizione del governo resta invariata perché l'opinione pubblica è ancora in maggioranza a favore della pena di morte, come hanno dimostrato vari sondaggi. I detenuti nel braccio della morte "saranno giustiziati solo quando tutte le dovute procedure di riesame dei loro casi saranno portate a termine", ha detto Tseng.
Comunque, un funzionario del MOJ ha detto che "non è fissato un calendario per le esecuzioni". Anche se la pena di morte resta in vigore, ha aggiunto il funzionario, il MOJ ha lavorato per limitarne progressivamente l'uso, attraverso misure come l’abolizione di norme che prevedono la pena di morte come l'unica opzione per alcuni tipi di reato.
Il Judicial Yuan (il più alto organo giudiziario di Taiwan) ha in programma anche revisioni di legge che, se approvate, prevedono che la Corte Suprema ridiscuta apertamente ogni caso capitale.
Le dichiarazioni di Tseng sono arrivate dopo che lo stesso giorno lo United Daily News ha scritto in un articolo di prima pagina che Taiwan ha capovolto la sua politica in materia di pena capitale.
Il giornale ha detto che Il Ministero della Giustizia (MOJ), nel suo primo rapporto sui diritti umani, ha chiesto ai pubblici ministeri di astenersi dal raccomandare la pena di morte per imputati e sospetti criminali. "La proposta mira a minimizzare e addirittura evitare la condanna morte," ha detto un funzionario del MOJ citato nell’articolo.
Il quotidiano ha fatto l'esempio di un caso discusso il giorno prima nella Contea di Nantou, nel quale i pubblici ministeri avevano raccomandato la pena di morte o l’ergastolo per un uomo accusato di avere avvelenato quattro persone con un solvente tossico industriale nel mese di luglio. Di solito, i pubblici ministeri avrebbero chiesto solo la pena di morte in casi come questo, ha detto il giornale. Commentando la notizia, Tseng ha detto che anche se ai pubblici ministeri è stato chiesto di proporre sanzioni diverse dalla pena capitale, il ministero della giustizia ha sempre rispettato le decisioni dei procuratori. Alla domanda se i 51 detenuti nel braccio della morte saranno giustiziati, Tseng ha risposto che la posizione del governo resta invariata perché l'opinione pubblica è ancora in maggioranza a favore della pena di morte, come hanno dimostrato vari sondaggi. I detenuti nel braccio della morte "saranno giustiziati solo quando tutte le dovute procedure di riesame dei loro casi saranno portate a termine", ha detto Tseng.
Comunque, un funzionario del MOJ ha detto che "non è fissato un calendario per le esecuzioni". Anche se la pena di morte resta in vigore, ha aggiunto il funzionario, il MOJ ha lavorato per limitarne progressivamente l'uso, attraverso misure come l’abolizione di norme che prevedono la pena di morte come l'unica opzione per alcuni tipi di reato.
Il Judicial Yuan (il più alto organo giudiziario di Taiwan) ha in programma anche revisioni di legge che, se approvate, prevedono che la Corte Suprema ridiscuta apertamente ogni caso capitale.
— FONTI
- (Fonti: Central News Agency, 27/10/2011)
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