SWAZILAND: DOBBIAMO DISCUTERE SU ABOLIZIONE
lo Swaziland deve discutere sull’abolizione o meno della pena di morte, ha dichiarato
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lo Swaziland deve discutere sull’abolizione o meno della pena di morte, ha dichiarato Bheki Mkhonta, presidente della Commissione Giustizia e Affari Costituzionali della Camera, oltre che deputato del sotto-distretto di Mtsambama.
Mkhonta è appena rientrato dall’Italia, dove ha partecipato al 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito in rappresentanza del presidente della Camera Prince Guduza. Lo Swaziland è uno dei paesi che in occasione del Congresso del PRNTT sono stati invitati a prendere in considerazione l’abolizione della pena di morte.
“Abbiamo discusso di politiche globali e considerato la risoluzione Onu relativa all’abolizione della pena capitale. I Paesi hanno cercato le modalità per la sua eliminazione e le ragioni favorevoli e contrarie all’eliminazione”, ha detto.
Parlando ieri mattina alla radio nazionale, ha sostenuto che su questo tema il Paese sta andando meglio di altri.
Nessuno è stato giustiziato in Swaziland dal 1983, nonostante fossero arrivate a 45 le persone condannate all’impiccagione, di cui almeno 43 graziate.
Nell’incontro si è stabilito che gli stati membri dell’Onu attivino processi interni per interrogarsi sul tema.
“Abbiamo deciso di fare rientro nei rispettivi Paesi ed avviare dialoghi sulla possibilità di rimuovere la pena di morte”, ha detto, aggiungendo che lo Swaziland ha fatto meglio di altri per quanto riguarda il trattamento dei detenuti.
Si è detto sorpreso che lo Swaziland stia facendo meglio di Paesi sviluppati, inclusi quelli ospitanti.
“Stiamo migliorando per quanto riguarda le condizioni dei detenuti. Abbiamo guardato l’Italia e abbiamo scoperto di essere migliori in certi settori nonostante l’Italia faccia parte del mondo sviluppato. Ti aspetteresti un livello avanzato dal momento che appartengono al primo mondo, ma non è così”, ha dichiarato Mkhonta, aggiungendo che il Commissario per i Servizi di Correzione, Isaiah Ntshangase, ed il suo staff sono per questo da encomiare.
Mkhonta è appena rientrato dall’Italia, dove ha partecipato al 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito in rappresentanza del presidente della Camera Prince Guduza. Lo Swaziland è uno dei paesi che in occasione del Congresso del PRNTT sono stati invitati a prendere in considerazione l’abolizione della pena di morte.
“Abbiamo discusso di politiche globali e considerato la risoluzione Onu relativa all’abolizione della pena capitale. I Paesi hanno cercato le modalità per la sua eliminazione e le ragioni favorevoli e contrarie all’eliminazione”, ha detto.
Parlando ieri mattina alla radio nazionale, ha sostenuto che su questo tema il Paese sta andando meglio di altri.
Nessuno è stato giustiziato in Swaziland dal 1983, nonostante fossero arrivate a 45 le persone condannate all’impiccagione, di cui almeno 43 graziate.
Nell’incontro si è stabilito che gli stati membri dell’Onu attivino processi interni per interrogarsi sul tema.
“Abbiamo deciso di fare rientro nei rispettivi Paesi ed avviare dialoghi sulla possibilità di rimuovere la pena di morte”, ha detto, aggiungendo che lo Swaziland ha fatto meglio di altri per quanto riguarda il trattamento dei detenuti.
Si è detto sorpreso che lo Swaziland stia facendo meglio di Paesi sviluppati, inclusi quelli ospitanti.
“Stiamo migliorando per quanto riguarda le condizioni dei detenuti. Abbiamo guardato l’Italia e abbiamo scoperto di essere migliori in certi settori nonostante l’Italia faccia parte del mondo sviluppato. Ti aspetteresti un livello avanzato dal momento che appartengono al primo mondo, ma non è così”, ha dichiarato Mkhonta, aggiungendo che il Commissario per i Servizi di Correzione, Isaiah Ntshangase, ed il suo staff sono per questo da encomiare.
— FONTI
- (Fonti: times.co.sz, NtC, 15/12/2011)
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