SUDAN: PROCESSI INIQUI PER I 10 CONDANNATI A MORTE DEL DARFUR
l’Organizzazione Sudanese per i Diritti Umani (SHRO) ha criticato i tribunali del Paese
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l’Organizzazione Sudanese per i Diritti Umani (SHRO) ha criticato i tribunali del Paese per le continue pene capitali emesse a conclusione di processi iniqui, chiedendo alle autorità competenti nuovi processi per i dieci militanti del JEM condannati a morte ultimamente.
“Le condanne capitali emesse nei confronti dei dieci appartenenti al Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM) sono basate su ragioni politiche”, denuncia l’Organizzazione, che ha sede al Cairo.
“I processi sono stati viziati dalla condanna preventiva degli imputati da parte dei media governativi e dalle pressioni esercitate dalla Sicurezza, a discapito del diritto ad un processo pubblico e all’assistenza legale. La notizia di torture inflitte agli imputati da parte delle forze governative è stata illegalmente ignorata dal tribunale tanto nella fase preliminare quanto nel processo ed il numero di giorni disponibili per la presentazione degli appelli risulta inadeguato”.
“Chiediamo con forza al Governo del Sudan di abolire la pena di morte, che è stata usata a dismisura in processi che hanno riguardato in particolare i gruppi etnici del Darfur di origini africane”.
“Inoltre – prosegue la SHRO – chiediamo alla magistratura sudanese di mantenersi indipendente, in accordo con la Costituzione ad Interim del Paese, e nuovi processi per gli imputati del Darfur, sottoposti per volontà del Governo a procedimenti chiusi di stampo militare.
“Le condanne capitali emesse nei confronti dei dieci appartenenti al Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM) sono basate su ragioni politiche”, denuncia l’Organizzazione, che ha sede al Cairo.
“I processi sono stati viziati dalla condanna preventiva degli imputati da parte dei media governativi e dalle pressioni esercitate dalla Sicurezza, a discapito del diritto ad un processo pubblico e all’assistenza legale. La notizia di torture inflitte agli imputati da parte delle forze governative è stata illegalmente ignorata dal tribunale tanto nella fase preliminare quanto nel processo ed il numero di giorni disponibili per la presentazione degli appelli risulta inadeguato”.
“Chiediamo con forza al Governo del Sudan di abolire la pena di morte, che è stata usata a dismisura in processi che hanno riguardato in particolare i gruppi etnici del Darfur di origini africane”.
“Inoltre – prosegue la SHRO – chiediamo alla magistratura sudanese di mantenersi indipendente, in accordo con la Costituzione ad Interim del Paese, e nuovi processi per gli imputati del Darfur, sottoposti per volontà del Governo a procedimenti chiusi di stampo militare.
— FONTI
- (Fonti: Sudan Tribune, 16/04/2009)
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