SUDAN: DUE CONDANNATI A MORTE PER OMICIDI LAVORATORI CINESI
un tribunale del Sudan ha condannato all’impiccagione due uomini per gli omicidi di
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un tribunale del Sudan ha condannato all’impiccagione due uomini per gli omicidi di quattro lavoratori cinesi del settore petrolifero, che avevano sequestrato, e di un militare sudanese, avvenuti nel corso di un maldestro tentativo di liberazione da parte delle forze di sicurezza, rende noto l’avvocato difensore dei due condannati.
Un gruppo di uomini armati, appartenenti alla tribù araba nomade dei Missiriya, presero in ostaggio nel 2008 nove lavoratori cinesi nel Sud Kordofan, chiedendo che alla regione fossero destinati parte dei ricavi, oltre a posti di lavoro per la propria gente.
L’avvocato Abu Bakr sostiene che i quattro ostaggi ed il militare restarono uccisi nella sparatoria tra sequestratori e forze di sicurezza, tuttavia il tribunale di Khartoum ha riconosciuto Idriss Bahr Ali Hamadein e Ahmed Adam Hassan responsabili delle uccisioni.
Bakr ha spiegato che i due suoi assistiti, che da parte loro hanno negato di aver partecipato al rapimento, sono stati anche accusati di sequestro, danneggiamento di proprietà e cospirazione criminale.
Sempre l’avvocato ha reso noto che in un udienza fissata per il 20 ottobre le famiglie delle vittime potranno decidere se perdonare i condannati, accettando un risarcimento in denaro.
Un gruppo di uomini armati, appartenenti alla tribù araba nomade dei Missiriya, presero in ostaggio nel 2008 nove lavoratori cinesi nel Sud Kordofan, chiedendo che alla regione fossero destinati parte dei ricavi, oltre a posti di lavoro per la propria gente.
L’avvocato Abu Bakr sostiene che i quattro ostaggi ed il militare restarono uccisi nella sparatoria tra sequestratori e forze di sicurezza, tuttavia il tribunale di Khartoum ha riconosciuto Idriss Bahr Ali Hamadein e Ahmed Adam Hassan responsabili delle uccisioni.
Bakr ha spiegato che i due suoi assistiti, che da parte loro hanno negato di aver partecipato al rapimento, sono stati anche accusati di sequestro, danneggiamento di proprietà e cospirazione criminale.
Sempre l’avvocato ha reso noto che in un udienza fissata per il 20 ottobre le famiglie delle vittime potranno decidere se perdonare i condannati, accettando un risarcimento in denaro.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 07/09/2010)
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