Su iniziativa del Canada, l'Assemblea Generale dell'Onu...
Su iniziativa del Canada, l'Assemblea Generale dell'Onu ha adottato, con 68 voti a favore, 54 contrari e 51 astenuti, una risoluzione relativa alla situazione dei diritti umani in Iran
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Su iniziativa del Canada, l'Assemblea Generale dell'Onu ha adottato, con 68 voti a favore, 54 contrari e 51 astenuti, una risoluzione relativa alla situazione dei diritti umani in Iran.
La risoluzione esprime grande preoccupazione per le continue violazioni dei diritti umani nel paese, in particolare per il continuo deterioramento della situazione relativa alla libertà di opinione e di espressione e per le continue esecuzioni compiute in violazione delle garanzie processuali riconosciute a livello internazionale.
La risoluzione esprime preoccupazione anche per l'uso della tortura e di altre forme di punizione crudeli, in particolare per le amputazioni e le esecuzioni pubbliche, così come per le sistematiche discriminazioni giuridiche contro le donne.
L'Assemblea Generale ha chiesto al governo iraniano di rispettare gli impegni liberamente assunti adottando i patti internazionali sui diritti umani, di accelerare le riforme giudiziarie, di garantire la dignità della persona e di assicurare la piena applicazione del giusto processo e di procedure trasparenti da parte di una magistratura indipendente ed imparziale. L'Assemblea Generale ha chiesto inoltre di eliminare tutte le forme di discriminazione legate a motivi religiosi o contro persone appartenenti a minoranze.
Questa risoluzione riveste un'importanza particolare perché segna la ripresa di un pronunciamento dell'ONU sull'Iran dopo che, a partire dalla primavera 2002, l'UE aveva operato in modo tale da non far avanzare iniziative in sede ONU sulle violazioni dei diritti umani nella repubblica teocratica, preferendo avviare una politica del "dialogo" con le autorità iraniane che però non sembra dare frutti.
La risoluzione, presentata dal Canada, è stata adottata con 68 voti favorevoli, 54 contrari e 51 astenuti.
La risoluzione esprime grande preoccupazione per le continue violazioni dei diritti umani nel paese, in particolare per il continuo deterioramento della situazione relativa alla libertà di opinione e di espressione e per le continue esecuzioni compiute in violazione delle garanzie processuali riconosciute a livello internazionale.
La risoluzione esprime preoccupazione anche per l'uso della tortura e di altre forme di punizione crudeli, in particolare per le amputazioni e le esecuzioni pubbliche, così come per le sistematiche discriminazioni giuridiche contro le donne.
L'Assemblea Generale ha chiesto al governo iraniano di rispettare gli impegni liberamente assunti adottando i patti internazionali sui diritti umani, di accelerare le riforme giudiziarie, di garantire la dignità della persona e di assicurare la piena applicazione del giusto processo e di procedure trasparenti da parte di una magistratura indipendente ed imparziale. L'Assemblea Generale ha chiesto inoltre di eliminare tutte le forme di discriminazione legate a motivi religiosi o contro persone appartenenti a minoranze.
Questa risoluzione riveste un'importanza particolare perché segna la ripresa di un pronunciamento dell'ONU sull'Iran dopo che, a partire dalla primavera 2002, l'UE aveva operato in modo tale da non far avanzare iniziative in sede ONU sulle violazioni dei diritti umani nella repubblica teocratica, preferendo avviare una politica del "dialogo" con le autorità iraniane che però non sembra dare frutti.
La risoluzione, presentata dal Canada, è stata adottata con 68 voti favorevoli, 54 contrari e 51 astenuti.
— FONTI
- (Fonti: www.indymedia.be, 23/12/03)
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