STATI UNITI. CONDANNA ALL’ERGASTOLO PER MOUSSAOUI
Zacarias Moussaoui, l’unico imputato per gli attentati dell’11 Settembre 2001, non verrà giustiziato. I giurati del tribunale di Alexandria, in Virginia, hanno deciso per lui l’ergastolo, decretando una sconfitta per l’amministrazione Usa, che aveva
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Zacarias Moussaoui, l’unico imputato per gli attentati dell’11 Settembre 2001, non verrà giustiziato. I giurati del tribunale di Alexandria, in Virginia, hanno deciso per lui l’ergastolo, decretando una sconfitta per l’amministrazione Usa, che aveva chiesto la pena di morte. «America hai perso, io ho vinto!», ha urlato lui uscendo dall’aula.
«Questo verdetto - ha commentato il presidente Bush - rappresenta la fine del caso, non della lotta contro il terrorismo».
L’imputato era già stato riconosciuto colpevole di cospirazione al fine di compiere azioni terroristiche, distruggere aerei e usare armi di distruzione di massa, tuttavia i giurati non si sono accordati sul fatto che il suo coinvolgimento negli attacchi dell’11 Settembre fosse abbastanza diretto da giustificare l’esecuzione. La pena capitale richiedeva un verdetto unanime, ma alcuni giurati hanno accolto le attenuanti. Moussaoui, 37enne cittadino francese di origini marocchine, era stato arrestato in Minnesota nell’agosto del 2001 per violazioni delle leggi sull’immigrazione. Il Dipartimento di Giustizia aveva chiesto al tribunale di condannarlo a morte, perché conosceva il piano degli attentati, e non rivelandolo agli investigatori aveva consentito ai suoi complici di realizzarlo.
Diversi familiari delle vittime dell’11 Settembre avevano chiesto di risparmiare la vita all’imputato e di condannarlo all’ergastolo, per evitare che si trasformasse in un “martire”, in un eroe di al Qaeda.
Il presidente dei familiari delle vittime, Don Goodrich, ha così commentato: «E’ la decisione giusta, fa onore al nostro sistema».
«Questo verdetto - ha commentato il presidente Bush - rappresenta la fine del caso, non della lotta contro il terrorismo».
L’imputato era già stato riconosciuto colpevole di cospirazione al fine di compiere azioni terroristiche, distruggere aerei e usare armi di distruzione di massa, tuttavia i giurati non si sono accordati sul fatto che il suo coinvolgimento negli attacchi dell’11 Settembre fosse abbastanza diretto da giustificare l’esecuzione. La pena capitale richiedeva un verdetto unanime, ma alcuni giurati hanno accolto le attenuanti. Moussaoui, 37enne cittadino francese di origini marocchine, era stato arrestato in Minnesota nell’agosto del 2001 per violazioni delle leggi sull’immigrazione. Il Dipartimento di Giustizia aveva chiesto al tribunale di condannarlo a morte, perché conosceva il piano degli attentati, e non rivelandolo agli investigatori aveva consentito ai suoi complici di realizzarlo.
Diversi familiari delle vittime dell’11 Settembre avevano chiesto di risparmiare la vita all’imputato e di condannarlo all’ergastolo, per evitare che si trasformasse in un “martire”, in un eroe di al Qaeda.
Il presidente dei familiari delle vittime, Don Goodrich, ha così commentato: «E’ la decisione giusta, fa onore al nostro sistema».
— FONTI
- (Fonti: La Stampa, 03/05/2006)
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