Speciali "tribunali emergenziali" istituiti nel 2001...
Speciali "tribunali emergenziali" istituiti nel 2001 in Sudan vengono usati per imporre condanne come lapidazioni e amputazioni, ha detto Human Rights Watch (HRW)
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Speciali "tribunali emergenziali" istituiti nel 2001 in Sudan vengono usati per imporre condanne come lapidazioni e amputazioni, ha detto Human Rights Watch (HRW).
Secondo HRW, questi tribunali furono istituiti nel 2001 durante lo stato di emergenza, dichiarato nel dicembre 1999 e rinnovati per la seconda volta nel dicembre 2001 per protrarsi fino alla fine del 2002, per trattare rapidamente crimini come la rapina a mano armata ed il traffico di armi.
I tribunali emergenziali sono composti da un giudice civile e due giudici militari, e agli imputati non è consentita una difesa legale, gli è consentita solo una settimana per appellarsi, ha detto HRW.
La mancanza di difesa legale per l'accusato, la sommarietà dei procedimenti e il limitato diritto d'appello "violano gli impegni internazionali che il Sudan ha adottato in base al ICCPR (Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici".
HRW ha citato il caso di sei uomini negli stati occidentali del Nord Darfur e del Sud Dafur, che sono stati condannati all'amputazione degli arti nel dicembre 2001 per crimini come rapina e possesso illegale di armi.
Secondo HRW condanne inumane sono state emesse fuori dalla portata dei tribunali emergenziali, nei tribunali penali del Sudan.
HRW ha citato il caso di Abok Alfa Akok, una ragazza sudanese di 18 anni incinta condannata alla lapidazione per adulterio.
Abok, dell'etnia cristiana Dinka, non ha disposto di rappresentanti legali al suo processo. Il processo è stato condotto in lingua araba, che non è la sua lingua, e gli è stato negato un interprete per garantirgli una piena comprensione delle accuse mosse contro di lei, ha detto HRW.
Secondo HRW, l'articolo 6, comma 5 del ICCPR, che il Sudan ha ratificato nel 1986, vieta categoricamente l'imposizione della pena capitale alle donne incinte.
"Processando e condannando questa giovane donna in lingua araba, che lei capisce poco, si sono negati i suoi più fondamentali diritti umani, e l'amputazione di mani e piedi è una punizione brutale che causa invalidità permanente", ha dichiarato Jemera Rone, ricercatrice sudanese di HRW.
Secondo HRW, questi tribunali furono istituiti nel 2001 durante lo stato di emergenza, dichiarato nel dicembre 1999 e rinnovati per la seconda volta nel dicembre 2001 per protrarsi fino alla fine del 2002, per trattare rapidamente crimini come la rapina a mano armata ed il traffico di armi.
I tribunali emergenziali sono composti da un giudice civile e due giudici militari, e agli imputati non è consentita una difesa legale, gli è consentita solo una settimana per appellarsi, ha detto HRW.
La mancanza di difesa legale per l'accusato, la sommarietà dei procedimenti e il limitato diritto d'appello "violano gli impegni internazionali che il Sudan ha adottato in base al ICCPR (Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici".
HRW ha citato il caso di sei uomini negli stati occidentali del Nord Darfur e del Sud Dafur, che sono stati condannati all'amputazione degli arti nel dicembre 2001 per crimini come rapina e possesso illegale di armi.
Secondo HRW condanne inumane sono state emesse fuori dalla portata dei tribunali emergenziali, nei tribunali penali del Sudan.
HRW ha citato il caso di Abok Alfa Akok, una ragazza sudanese di 18 anni incinta condannata alla lapidazione per adulterio.
Abok, dell'etnia cristiana Dinka, non ha disposto di rappresentanti legali al suo processo. Il processo è stato condotto in lingua araba, che non è la sua lingua, e gli è stato negato un interprete per garantirgli una piena comprensione delle accuse mosse contro di lei, ha detto HRW.
Secondo HRW, l'articolo 6, comma 5 del ICCPR, che il Sudan ha ratificato nel 1986, vieta categoricamente l'imposizione della pena capitale alle donne incinte.
"Processando e condannando questa giovane donna in lingua araba, che lei capisce poco, si sono negati i suoi più fondamentali diritti umani, e l'amputazione di mani e piedi è una punizione brutale che causa invalidità permanente", ha dichiarato Jemera Rone, ricercatrice sudanese di HRW.
— FONTI
- (Fonti: Africa News Service, 01/02/2002)
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