SIRIA: IL PRESIDENTE ASSAD CONCEDE L’AMNISTIA
Il presidente siriano Bashar Assad ha concesso un’amnistia e ha ridotto le condanne per tutti i crimini commessi prima del 22 marzo 2020, offrendo allo stesso tempo l'amnistia ai militari disertori a condizione che si presentino nei prossimi mesi.

Il presidente siriano Bashar Assad ha concesso un’amnistia e ha ridotto le condanne per tutti i crimini commessi prima del 22 marzo 2020, offrendo allo stesso tempo l'amnistia ai militari disertori a condizione che si presentino nei prossimi mesi.
Amnistie simili sono state concesse nel Paese in diverse occasioni, l'ultima a settembre dello scorso anno.
Il decreto non dice se la liberazione di prigionieri sia parte di un tentativo di fermare la diffusione del nuovo coronavirus all'interno delle carceri siriane. La Siria è l'unico Paese del Medio Oriente che finora ha riferito di zero casi di coronavirus. Nel Paese dilaniato dalla guerra sono state adottate misure rigorose per impedire la diffusione del virus, inclusa la chiusura di ristoranti e caffè.
Il conflitto in Siria ha ucciso oltre 400.000 persone e sfollato metà della popolazione. L’Opposizione sostiene che decine di migliaia di attivisti antigovernativi siano detenuti nelle carceri di tutto il Paese.
Quest’ultimo decreto concede l'amnistia per diversi crimini che non erano stati inclusi nelle precedenti amnistie.
Tuttavia, il provvedimento non indica esplicitamente a quali reati si riferisca, ma li indica con il numero assegnato loro nel codice penale siriano. Un consigliere del governo, Abdul-Qader Azouz, ha dichiarato che l'amnistia riguarda i crimini commessi dall'inizio della guerra nel 2011, come attività antigovernative online e alcuni atti di terrorismo.
In base al decreto, la pena di morte viene sostituita dall’ergastolo con lavori forzati, mentre i condannati all'ergastolo sconteranno 20 anni con lavori forzati. Verrà dimezzata la pena per i detenuti minorenni.
I prigionieri che soffrono di malattie incurabili e quelli di età superiore ai 70 anni al 22 marzo, saranno liberati.
I disertori dell'esercito all'interno del Paese riceveranno l'amnistia se si arrenderanno entro tre mesi, mentre quelli al di fuori del Paese hanno sei mesi per arrendersi, secondo il decreto.
L'amnistia non include i prigionieri condannati per traffico di armi o spaccio di droga.
- (Fonti: AP, 22/03/2020)
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