Si è aperta a Firenze la settimana dedicata ai festeggiamenti...
Si è aperta a Firenze la settimana dedicata ai festeggiamenti per ricordare il 30 novembre 1786 quando il Gran Duca di Toscana Leopoldo I abolì la pena di morte e la tortura
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Si � aperta a Firenze la settimana dedicata ai festeggiamenti per ricordare il 30 novembre 1786 quando il Gran Duca di Toscana Leopoldo I abol� la pena di morte e la tortura. L'iniziativa � stata voluta dal Presidente del Consiglio della Regione Toscana Riccardo Nencini.
Intervenendo alla giornata inaugurale, l'ex Presidente della Commissione Europea Jaques Santer ha detto che la condanna della pena di morte � un principio irrinunciabile anche in questi temi caratterizzati da l terrorismo e dalla guerra in Afghanistan.
"La pena di morte � abolita in Europa e questo fa parte della carta dei diritti fondamentali approvata a Nizza. Si tratta di un elemento fondamentale per l'UE e per la nostra civilt�. E' una questione di principio di cui si deve tenere conto", ha continuato Santer.
"Dobbiamo insistere sulla strada della condanna senza riserve a chi ancora condivide una pratica ed un'usanza barbara come la pena di morte, ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale della Toscana Riccardo Nencini, penso alla Cina dove su 1900 condanne a morte ne sono state eseguite pi� di mille, all'Iraq e all'Iran con 400 e 150 esecuzioni rispettivamente per non parlare dell'Arabia Saudita e dell'Afghanistan. Bisogna lottare con iniziative di mobilitazione e con gli strumenti democratici che � possibile attivare".
"Quando diciamo di essere contro la pena di morte, ha detto il Presidente della Regione Claudio Martini, non possiamo fare eccezioni. La battaglia contro la pena di morte non ha mai avuto se e ma".
Intervenendo alla giornata inaugurale, l'ex Presidente della Commissione Europea Jaques Santer ha detto che la condanna della pena di morte � un principio irrinunciabile anche in questi temi caratterizzati da l terrorismo e dalla guerra in Afghanistan.
"La pena di morte � abolita in Europa e questo fa parte della carta dei diritti fondamentali approvata a Nizza. Si tratta di un elemento fondamentale per l'UE e per la nostra civilt�. E' una questione di principio di cui si deve tenere conto", ha continuato Santer.
"Dobbiamo insistere sulla strada della condanna senza riserve a chi ancora condivide una pratica ed un'usanza barbara come la pena di morte, ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale della Toscana Riccardo Nencini, penso alla Cina dove su 1900 condanne a morte ne sono state eseguite pi� di mille, all'Iraq e all'Iran con 400 e 150 esecuzioni rispettivamente per non parlare dell'Arabia Saudita e dell'Afghanistan. Bisogna lottare con iniziative di mobilitazione e con gli strumenti democratici che � possibile attivare".
"Quando diciamo di essere contro la pena di morte, ha detto il Presidente della Regione Claudio Martini, non possiamo fare eccezioni. La battaglia contro la pena di morte non ha mai avuto se e ma".
— FONTI
- (Fonti: ANSA, 27/11/2001)
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