Secondo un recente sondaggio, il 99% dei residenti...
Secondo un recente sondaggio, il 99% dei residenti a Tianjin ritiene che la legge e l'ordine della città costiera siano notevolmente migliorati dall'inizio della cosiddetta campagna 'Strike Hard' (colpire duro), la terza negli ultimi 20 anni
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Secondo un recente sondaggio, il 99% dei residenti a Tianjin ritiene che la legge e l'ordine della città costiera siano notevolmente migliorati dall'inizio della cosiddetta campagna 'Strike Hard' (colpire duro), la terza negli ultimi 20 anni. Decine di migliaia di ricercati criminali sono stati acciuffati nel corso di questa campagna.
Anche le due precedenti, condotte nel 1983 e nel 1996, avevano visto le forze di polizia cinesi, i pubblici ministeri e le corti lavorare a stretto contatto in operazioni che promettevano 'arresti veloci, processi veloci e veloci risultati'.
Questa volta, un'operazione nella città sud-occidentale di Chongqing, soprannominata 'Uragano n. 3', ha visto l'arresto di 3.600 persone in una sola notte, e più di 500 casi criminali risolti e 11 appartenenti alla mafia cinese arrestati a settembre.
Benché si ritenga che questi sforzi coordinati siano un buon modo per controllare la diffusione del crimine, studiosi nel campo legale e politico sostengono che quest'atteggiamento potrebbe, a lungo andare, mettere in pericolo i processi giudiziari.
Il Professor Chen Weidong, della Scuola di Giurisprudenza dell'Università del Popolo Cinese, ha detto al The Straits Times che un meccanismo del genere rappresenta solo una soluzione opportuna ma non è in linea con la giustizia legale e che dovrebbe essere evitato.
"In alcuni posti i funzionari locali potrebbero ricorrere ad eccessi per conseguire i risultati chiesti dalle autorità", ha spiegato il Professore.
Chen Weidong ha anche detto che i raduni per gli arresti pubblici, molto diffusi in questo tipo di campagna allo scopo di umiliare gli arrestati di fronte alle masse, costituisce una violazione della procedura penale essendo molti di loro solo dei sospetti.
Invece di far affidamento su questo tipo di campagne, il Prof. Chen sostiene che le autorità dovrebbero far crescere il senso della legge tra i cittadini attraverso l'educazione. Ha inoltre aggiunto che i sospettati non dovrebbero essere trattati come se fossero già condannati e che non dovrebbero essere umiliati in questi spettacoli pubblici.
Zheng Yongnian, analista politico all'Istituto dell'Asia Orientale dell'Università Nazionale di Singapore, ha sottolineato che un governo onesto ed efficiente è d'importanza cruciale per costruire un meccanismo effettivo di applicazione della legge.
Ha ammonito che funzionari poco scrupolosi potrebbero approfittare di queste campagne per sbarazzarsi, attraverso dei pretesti, dei loro avversari politici.
Inoltre le persone arrestate durante questo tipo di campagna sono trattate con maggior severità e probabilmente ottengono pene meno giuste che in tempi normali. Il numero delle condanne a morte emesse durante queste campagne pare essere molto alto benché il governo mantenga il riserbo circa il numero raggiunto.
La stampa occidentale e gruppi per i diritti umani, comunque, stanno tenendo il conto. Il New York Times ha riportato che almeno 3.000 persone sono state giustiziate quest'anno, e il doppio, o addirittura il triplo, sarebbero attualmente nel braccio della morte. Amnesty International sostiene che la Cina ha giustiziato nel 2001 più persone che il resto del mondo negli ultimi 3 anni.
Anche le due precedenti, condotte nel 1983 e nel 1996, avevano visto le forze di polizia cinesi, i pubblici ministeri e le corti lavorare a stretto contatto in operazioni che promettevano 'arresti veloci, processi veloci e veloci risultati'.
Questa volta, un'operazione nella città sud-occidentale di Chongqing, soprannominata 'Uragano n. 3', ha visto l'arresto di 3.600 persone in una sola notte, e più di 500 casi criminali risolti e 11 appartenenti alla mafia cinese arrestati a settembre.
Benché si ritenga che questi sforzi coordinati siano un buon modo per controllare la diffusione del crimine, studiosi nel campo legale e politico sostengono che quest'atteggiamento potrebbe, a lungo andare, mettere in pericolo i processi giudiziari.
Il Professor Chen Weidong, della Scuola di Giurisprudenza dell'Università del Popolo Cinese, ha detto al The Straits Times che un meccanismo del genere rappresenta solo una soluzione opportuna ma non è in linea con la giustizia legale e che dovrebbe essere evitato.
"In alcuni posti i funzionari locali potrebbero ricorrere ad eccessi per conseguire i risultati chiesti dalle autorità", ha spiegato il Professore.
Chen Weidong ha anche detto che i raduni per gli arresti pubblici, molto diffusi in questo tipo di campagna allo scopo di umiliare gli arrestati di fronte alle masse, costituisce una violazione della procedura penale essendo molti di loro solo dei sospetti.
Invece di far affidamento su questo tipo di campagne, il Prof. Chen sostiene che le autorità dovrebbero far crescere il senso della legge tra i cittadini attraverso l'educazione. Ha inoltre aggiunto che i sospettati non dovrebbero essere trattati come se fossero già condannati e che non dovrebbero essere umiliati in questi spettacoli pubblici.
Zheng Yongnian, analista politico all'Istituto dell'Asia Orientale dell'Università Nazionale di Singapore, ha sottolineato che un governo onesto ed efficiente è d'importanza cruciale per costruire un meccanismo effettivo di applicazione della legge.
Ha ammonito che funzionari poco scrupolosi potrebbero approfittare di queste campagne per sbarazzarsi, attraverso dei pretesti, dei loro avversari politici.
Inoltre le persone arrestate durante questo tipo di campagna sono trattate con maggior severità e probabilmente ottengono pene meno giuste che in tempi normali. Il numero delle condanne a morte emesse durante queste campagne pare essere molto alto benché il governo mantenga il riserbo circa il numero raggiunto.
La stampa occidentale e gruppi per i diritti umani, comunque, stanno tenendo il conto. Il New York Times ha riportato che almeno 3.000 persone sono state giustiziate quest'anno, e il doppio, o addirittura il triplo, sarebbero attualmente nel braccio della morte. Amnesty International sostiene che la Cina ha giustiziato nel 2001 più persone che il resto del mondo negli ultimi 3 anni.
— FONTI
- (Fonti: Straits Times, 14/11/2001)
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