Reporter Senza Frontiere sono rimasti storditi dalla notizia delle quattro condanne a morte emesse...
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Reporter Senza Frontiere sono rimasti storditi dalla notizia delle quattro condanne a morte emesse, nella Repubblica Democratica del Congo, da un tribunale militare di Bukavu, per l’omicidio del giornalista radiofonico dell’Onu, Serge Maheshe.
Due dei condannati a morte erano amici intimi del giornalisti che era con loro il giorno della sparatoria a Bukavu il 13 giugno.
“Questo assurdo verdetto si basa unicamente sulle affermazioni contraddittorie di due persone e non è supportato da alcuna prova materiale o movente.”
L’organizzazione ha aggiunto: “Lo scenario della procura non sta in piedi, e la stessa corte ha riconosciuto numerose incertezze. Un nuovo processo deve essere fatto di fronte ad un tribunale indipendente dopo minuziose ed esaurienti indagini.”
Due dei quattro uomini, Freddy Bisimwa e Masasile Rwezangabo, sono stati condannati per omicidio, mentre gli amici del giornalista, Serge Mohima e Alain Shamavu, sono stati giudicati colpevoli di “associazione criminale”.
I verdetti si basano esclusivamente sulle ‘confessioni’ fatte da Bisimwa e Rwezangabo secondo cui avrebbero sparato a Maheshe su ordine dei suoi due amici. Non sono state presentate prove materiali o moventi a sostegno della loro dichiarazione.
Due soldati, inizialmente accusati di essere gli assassini, sono stati discolpati nonostante un testimone li abbia riconosciuti, e nonostante la stessa corte abbia ammesso che uno di loro avrebbe deliberatamente distrutto l’arma usata nell’omicidio, un fucile d’assalto AK-47, ricevendo una condanna a sei mesi per “distruzione di un’arma”.
Due dei condannati a morte erano amici intimi del giornalisti che era con loro il giorno della sparatoria a Bukavu il 13 giugno.
“Questo assurdo verdetto si basa unicamente sulle affermazioni contraddittorie di due persone e non è supportato da alcuna prova materiale o movente.”
L’organizzazione ha aggiunto: “Lo scenario della procura non sta in piedi, e la stessa corte ha riconosciuto numerose incertezze. Un nuovo processo deve essere fatto di fronte ad un tribunale indipendente dopo minuziose ed esaurienti indagini.”
Due dei quattro uomini, Freddy Bisimwa e Masasile Rwezangabo, sono stati condannati per omicidio, mentre gli amici del giornalista, Serge Mohima e Alain Shamavu, sono stati giudicati colpevoli di “associazione criminale”.
I verdetti si basano esclusivamente sulle ‘confessioni’ fatte da Bisimwa e Rwezangabo secondo cui avrebbero sparato a Maheshe su ordine dei suoi due amici. Non sono state presentate prove materiali o moventi a sostegno della loro dichiarazione.
Due soldati, inizialmente accusati di essere gli assassini, sono stati discolpati nonostante un testimone li abbia riconosciuti, e nonostante la stessa corte abbia ammesso che uno di loro avrebbe deliberatamente distrutto l’arma usata nell’omicidio, un fucile d’assalto AK-47, ricevendo una condanna a sei mesi per “distruzione di un’arma”.
— FONTI
- (Fonti: AllAfrica.com, 29/08/2007)
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