Quindici giorni fa, una Corte penale di Kohat ha condannato...
Quindici giorni fa, una Corte penale di Kohat ha condannato a morte per lapidazione Zafran Bibi, secondo l'Ordinanza Zina (reati sessuali), per il reato di adulterio
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Quindici giorni fa, una Corte penale di Kohat ha condannato a morte per lapidazione Zafran Bibi, secondo l'Ordinanza Zina (reati sessuali), per il reato di adulterio.
La donna ha accusato il cognato di averla violentata e messa incinta, ma la Corte ha considerato la gravidanza come una prova al di là di ogni dubbio. La storia di casi simili in passato suggerisce che la decisione del tribunale sarà rovesciata in appello dalla Corte federale di Sharia, e che Zafran Bibi non sarà lapidata.
Ma anche una decisione favorevole non potrà cancellare l'ingiustizia fatta alla donna: il trauma dello stupro, l'angoscia di vedere lo stupratore libero, le vessazioni subite da parte di familiari, polizia e società, e il tempo già trascorso dietro le sbarre. L'introduzione delle nuove tecniche d'indagine, come la prova del DNA, potrebbero aiutare a stabilire la colpa dell'uomo, ma non potrebbero permettere di stabilire se si tratti di una violenza o di un adulterio, quindi si tratterebbe ancora di norme sfavorevoli alle donne.
Non c'è niente di favorevole nel dire che le prescrizioni primitive stabilite dalle leggi Hodood debbono essere sostituite da nuove norme in linea con la realtà sociale corrente e con le tecniche criminologiche. La domanda, in primo luogo, è: dobbiamo mantenere le leggi Hodood? Dobbiamo applicare le pene coraniche in questo modo che favorisce i violentatori, offende le vittime e perpetua l'ingiustizia?
Secondo la Commissione dei diritti umani in Pakistan, un gran numero di donne continua ad essere accusata in base alle leggi Hudood, e specialmente in base all'ordinanza Zina, continuamente usata da genitori e mariti contro le figlie disobbedienti e le mogli che scappano [dai loro mariti].
La donna ha accusato il cognato di averla violentata e messa incinta, ma la Corte ha considerato la gravidanza come una prova al di là di ogni dubbio. La storia di casi simili in passato suggerisce che la decisione del tribunale sarà rovesciata in appello dalla Corte federale di Sharia, e che Zafran Bibi non sarà lapidata.
Ma anche una decisione favorevole non potrà cancellare l'ingiustizia fatta alla donna: il trauma dello stupro, l'angoscia di vedere lo stupratore libero, le vessazioni subite da parte di familiari, polizia e società, e il tempo già trascorso dietro le sbarre. L'introduzione delle nuove tecniche d'indagine, come la prova del DNA, potrebbero aiutare a stabilire la colpa dell'uomo, ma non potrebbero permettere di stabilire se si tratti di una violenza o di un adulterio, quindi si tratterebbe ancora di norme sfavorevoli alle donne.
Non c'è niente di favorevole nel dire che le prescrizioni primitive stabilite dalle leggi Hodood debbono essere sostituite da nuove norme in linea con la realtà sociale corrente e con le tecniche criminologiche. La domanda, in primo luogo, è: dobbiamo mantenere le leggi Hodood? Dobbiamo applicare le pene coraniche in questo modo che favorisce i violentatori, offende le vittime e perpetua l'ingiustizia?
Secondo la Commissione dei diritti umani in Pakistan, un gran numero di donne continua ad essere accusata in base alle leggi Hudood, e specialmente in base all'ordinanza Zina, continuamente usata da genitori e mariti contro le figlie disobbedienti e le mogli che scappano [dai loro mariti].
— FONTI
- (Fonti: www.dawn.com, 05/05/2002)
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