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PAKISTAN

quattro militanti sunniti sono stati condannati a morte

quattro militanti sunniti sono stati condannati a morte da una corte antiterrorismo pakistana per il massacro di 14 sciiti avvenuto nel 2002.

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quattro militanti sunniti sono stati condannati a morte da una corte antiterrorismo pakistana per il massacro di 14 sciiti avvenuto nel 2002.
Il giudice Manzoor Ahmed Mirza ha condannato Hameedullah Mujahid, Fazal Hamid, Hafiz Naseer Akhtar e Tahir Mahmood e ne ha prosciolto altri cinque, tutti membri del gruppo fuorilegge Lashkar Jhangvi (LJ).
Il 26 febbraio 2002, uomini armati avevano fatto irruzione nella moschea Shah Najaf a Rawalpindi sparando all’impazzata contro musulmani sciiti durante la preghiera della sera.
Quattordici persone rimasero uccise e 29 ferite.
Gli accusati erano stati arrestati all’inizio del 2004 e la sentenza è arrivata alla fine di un processo durato quasi un anno.
L’accusa ha annunciato il ricorso in appello contro il proscioglimento dei cinque e anche quelli condannati potrebbero fare ricorso.
Il gruppo LJ, collegato ad Al-Qaeda, era stato messo fuorilegge dal Presidente Pervez Musharraf nell’agosto 2001. Oltre che di numerosi attacchi contro gli sciiti, il gruppo è stato ritenuto colpevole dell’omicidio del giornalista americano Daniel Pearl, di attentati con auto-bomba a Karachi e dell’assassinio di quattro lavoratori americani del petrolio nel 1997 sempre a Karachi.
FONTI
  • (Fonti: Agence France Presse, 10/12/2004)