PORTOGALLO: TRATTATO DI ESTRADIZIONE CON L'INDIA VIOLATO NEL CASO DI ABU SALEM
la Corte suprema del Portogallo ha respinto un ricorso del Central Bureau of Investigation (CBI
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la Corte suprema del Portogallo ha respinto un ricorso del Central Bureau of Investigation (CBI) indiano contro la decisione di un tribunale di grado inferiore che aveva dichiarato che le regole in materia di estradizione erano state violate nel caso di Abu Salem, trasferito in India nel novembre 2005 per affrontare circa otto procedimenti penali, tra cui quello sugli attentati dinamitardi avvenuti a Mumbai del 1993.
Salem aveva presentato un’istanza per la violazione della “regola della specialità” presso l'Alta Corte di Lisbona, la quale aveva accolto il suo ricorso il 19 settembre 2011, sentenziando che era stato violato l'impegno indiano dato alle autorità portoghesi.
Il Portogallo aveva estradato Salem dopo aver ricevuto assicurazioni che non gli sarebbe stata comminata la pena di morte e non sarebbe stato imputato di qualsiasi reato prevedesse un pena detentiva superiore a 25 anni, ma l'Alta corte ha osservato che il governo indiano aveva appioppato a Salem nuovi e ulteriori capi di imputazione, che avrebbero comportato la pena di morte. L'autorizzazione concessa per la sua estradizione, aveva concluso l'Alta corte, non era quindi più valida in quanto era stato violato il "principio di specialità".
Il CBI, attraverso il ministero degli affari esteri, aveva presentato un appello alla Corte suprema portoghese sostenendo che si trattava di una questione di interpretazione della regola della specialità da parte della Corte Suprema dell'India, che era vincolante per tutti i tribunali di grado inferiore del paese. "Non ci dovrebbe essere nessuna ripercussione sulla situazione di Abu Salem e sui processi in corso contro di lui. Tribunali a Lucknow e Mumbai hanno già respinto le sue petizioni”, ha detto un portavoce del CBI, sostenendo che la Corte Suprema portoghese, con la sua decisione, non ha annullato l'estradizione di Salem ma mosso solo un rilievo tecnico.
Nel frattempo, Salem ha fatto ricorso a un tribunale di Mumbai per far chiudere il processo contro di lui nel caso degli attentati del 1993, processo che se continuasse sarebbe secondo lui illegale.
Salem aveva presentato un’istanza per la violazione della “regola della specialità” presso l'Alta Corte di Lisbona, la quale aveva accolto il suo ricorso il 19 settembre 2011, sentenziando che era stato violato l'impegno indiano dato alle autorità portoghesi.
Il Portogallo aveva estradato Salem dopo aver ricevuto assicurazioni che non gli sarebbe stata comminata la pena di morte e non sarebbe stato imputato di qualsiasi reato prevedesse un pena detentiva superiore a 25 anni, ma l'Alta corte ha osservato che il governo indiano aveva appioppato a Salem nuovi e ulteriori capi di imputazione, che avrebbero comportato la pena di morte. L'autorizzazione concessa per la sua estradizione, aveva concluso l'Alta corte, non era quindi più valida in quanto era stato violato il "principio di specialità".
Il CBI, attraverso il ministero degli affari esteri, aveva presentato un appello alla Corte suprema portoghese sostenendo che si trattava di una questione di interpretazione della regola della specialità da parte della Corte Suprema dell'India, che era vincolante per tutti i tribunali di grado inferiore del paese. "Non ci dovrebbe essere nessuna ripercussione sulla situazione di Abu Salem e sui processi in corso contro di lui. Tribunali a Lucknow e Mumbai hanno già respinto le sue petizioni”, ha detto un portavoce del CBI, sostenendo che la Corte Suprema portoghese, con la sua decisione, non ha annullato l'estradizione di Salem ma mosso solo un rilievo tecnico.
Nel frattempo, Salem ha fatto ricorso a un tribunale di Mumbai per far chiudere il processo contro di lui nel caso degli attentati del 1993, processo che se continuasse sarebbe secondo lui illegale.
— FONTI
- (Fonti: www.rediff.com e www.expressindia.com, 17/01/2012)
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