PAKISTAN: TRE CONDANNE A MORTE PER BLASFEMIA
un giudice di un tribunale antiterrorismo del Pakistan 10 giorni fa ha condannato a morte tre persone, incluso il preside di una scuola cristiana, con l’accusa di blasfemia.
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un giudice di un tribunale antiterrorismo del Pakistan 10 giorni fa ha condannato a morte tre persone, incluso il preside di una scuola cristiana, con l’accusa di blasfemia.
Le condanne a morte sono state emesse nonostante al giudice non sia stato permesso di ascoltare la registrazione della presunta blasfemia – il che avrebbe costituito reato di blasfemia.
Uno dei condannati, come riportato dal Progetto Clarion, si chiama Anjum Naz Sindhu, 65 anni, ed è il preside della scuola privata Locus Science, che negli ultimi 20 anni ha ospitato 20.000 studenti cristiani e musulmani.
La vicenda è iniziata quando Sindhu licenziò un insegnante di nome Javed Naz con l'accusa di aver rivelato le prove di esame. L'insegnante licenziato avrebbe affermato di possedere una registrazione sul telefono cellulare di una lezione in cui Sindhu bestemmiava il profeta Maometto. Naz e un suo amico ricattarono Sindhu, chiedendo 20.000 rupie ($ 191, un quarto di uno stipendio medio mensile) per tacere sulla registrazione. Il preside in preda al panico pagò la somma, ma quando Naz chiese altre 50.000 rupie, Sindhu si recò dalla polizia.
Anche il poliziotto musulmano che raccolse la denuncia si dichiarò offeso per la bestemmia, presentando denuncia contro Sindhu e contro i ricattatori per aver conservato la registrazione "blasfema" nei loro telefoni cellulari.
Il tribunale ha trattato il caso, ma è stato attento a non ascoltare il nastro per non incorrere nel reato di blasfemia. L'avvocato di Sindhu aveva chiesto l’invio del nastro ad un laboratorio di medicina legale per verificarne l’autenticità. A causa della mancanza in Pakistan di apparecchiature audio sofisticate, un esame definitivo non è stato realizzato.
Dato il peso delle "prove", il tribunale ha condannato tutti e tre a morte.
Le condanne a morte sono state emesse nonostante al giudice non sia stato permesso di ascoltare la registrazione della presunta blasfemia – il che avrebbe costituito reato di blasfemia.
Uno dei condannati, come riportato dal Progetto Clarion, si chiama Anjum Naz Sindhu, 65 anni, ed è il preside della scuola privata Locus Science, che negli ultimi 20 anni ha ospitato 20.000 studenti cristiani e musulmani.
La vicenda è iniziata quando Sindhu licenziò un insegnante di nome Javed Naz con l'accusa di aver rivelato le prove di esame. L'insegnante licenziato avrebbe affermato di possedere una registrazione sul telefono cellulare di una lezione in cui Sindhu bestemmiava il profeta Maometto. Naz e un suo amico ricattarono Sindhu, chiedendo 20.000 rupie ($ 191, un quarto di uno stipendio medio mensile) per tacere sulla registrazione. Il preside in preda al panico pagò la somma, ma quando Naz chiese altre 50.000 rupie, Sindhu si recò dalla polizia.
Anche il poliziotto musulmano che raccolse la denuncia si dichiarò offeso per la bestemmia, presentando denuncia contro Sindhu e contro i ricattatori per aver conservato la registrazione "blasfema" nei loro telefoni cellulari.
Il tribunale ha trattato il caso, ma è stato attento a non ascoltare il nastro per non incorrere nel reato di blasfemia. L'avvocato di Sindhu aveva chiesto l’invio del nastro ad un laboratorio di medicina legale per verificarne l’autenticità. A causa della mancanza in Pakistan di apparecchiature audio sofisticate, un esame definitivo non è stato realizzato.
Dato il peso delle "prove", il tribunale ha condannato tutti e tre a morte.
— FONTI
- (Fonti: israelnationalnews.com, 07/07/2016)
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