PAKISTAN: RINVIATA L’IMPICCAGIONE DI UN PRIGIONIERO PARAPLEGICO
un tribunale pakistano ha rinviato l'esecuzione di un detenuto paraplegico, dopo le proteste di gruppi per i diritti umani, secondo cui la sua impiccagione costituisce un "trattamento crudele, inumano e degradante".
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un tribunale pakistano ha rinviato l'esecuzione di un detenuto paraplegico, dopo le proteste di gruppi per i diritti umani, secondo cui la sua impiccagione costituisce un "trattamento crudele, inumano e degradante".
L’impiccagione di Abdul Basit, che è paralizzato dalla vita in giù, era in programma per oggi (22 settembre). "Le autorità della prigione centrale di Faisalabad hanno rinviato l'impiccagione dopo che, sempre oggi, l’Alta Corte di Lahore ha concesso una sospensione dell’impiccagione di Basit", ha detto un funzionario di polizia.
L'avvocato di Basit, Wassam Waheed, ha confermato la sospensione giunta all’ultimo momento.
"I funzionari della prigione e i funzionari giudiziari incaricati di applicare la sentenza sapevano che non era possibile praticare l’impiccagione senza violare le regole della prigione", ha detto Waheed. "In questo senso, il magistrato ha approvato un ordine (di sospensione dell’esecuzione) per fornire il tempo alle autorità carcerarie di ottenere istruzioni del governo del Punjab."
Gruppi per i diritti umani hanno detto che la condizione del detenuto, che lo rende incapace di stare in piedi, potrebbe portare ad un’esecuzione pasticciata e violerebbe i diritti fondamentali ai sensi della Costituzione del Pakistan e del diritto internazionale.
Le norme che in Pakistan regolano le esecuzioni specificano che la lunghezza della corda debba essere misurata dalla "mascella inferiore del prigioniero mentre si trova in piedi sul patibolo." Una corda troppo lunga rischia di sottoporre il prigioniero ad uno strangolamento prolungato. Se troppo corta, il rischio è la decapitazione.
Secondo Justice Project Pakistan (JPP), un'organizzazione con sede a Lahore che offre assistenza legale pro-bono ai prigionieri, Basit ha contratto la meningite tubercolotica mentre si trovava nella prigione centrale di Faisalabad, nel luglio 2010, che ha portato alla paralisi.
"Oltre a questo, soffre di atrofia del midollo spinale e di perdita di controllo degli sfinteri," ha aggiunto la JPP.
Basit, ex responsabile di collegio medico, è stato condannato a morte nel 2009, anche se ha sempre sostenuto la propria innocenza.
E’ la seconda volta che la sua esecuzione viene rinviata. Doveva essere giustiziato il 29 luglio, ma i tribunali il giorno prima hanno accolto la sua richiesta, sospendendo l’impiccagione. Tuttavia il 1° settembre, l'Alta Corte di Lahore ha respinto la sua petizione. Il 20 settembre, Human Rights Watch ha chiesto al governo del Pakistan di commutare la sentenza di Basit sottolineando la "crudeltà intrinseca della pena capitale nell'esecuzione di una persona con una disabilità grave."
"Piuttosto che affrontare la crudeltà intrinseca della pena capitale, i funzionari pakistani si arrovellano su come impiccare un uomo sulla sedia a rotelle", ha dichiarato Brad Adams, direttore per l'Asia di Human Rights Watch. "Il governo dovrebbe urgentemente commutare la condanna capitale di Abdul Basit."
L’impiccagione di Abdul Basit, che è paralizzato dalla vita in giù, era in programma per oggi (22 settembre). "Le autorità della prigione centrale di Faisalabad hanno rinviato l'impiccagione dopo che, sempre oggi, l’Alta Corte di Lahore ha concesso una sospensione dell’impiccagione di Basit", ha detto un funzionario di polizia.
L'avvocato di Basit, Wassam Waheed, ha confermato la sospensione giunta all’ultimo momento.
"I funzionari della prigione e i funzionari giudiziari incaricati di applicare la sentenza sapevano che non era possibile praticare l’impiccagione senza violare le regole della prigione", ha detto Waheed. "In questo senso, il magistrato ha approvato un ordine (di sospensione dell’esecuzione) per fornire il tempo alle autorità carcerarie di ottenere istruzioni del governo del Punjab."
Gruppi per i diritti umani hanno detto che la condizione del detenuto, che lo rende incapace di stare in piedi, potrebbe portare ad un’esecuzione pasticciata e violerebbe i diritti fondamentali ai sensi della Costituzione del Pakistan e del diritto internazionale.
Le norme che in Pakistan regolano le esecuzioni specificano che la lunghezza della corda debba essere misurata dalla "mascella inferiore del prigioniero mentre si trova in piedi sul patibolo." Una corda troppo lunga rischia di sottoporre il prigioniero ad uno strangolamento prolungato. Se troppo corta, il rischio è la decapitazione.
Secondo Justice Project Pakistan (JPP), un'organizzazione con sede a Lahore che offre assistenza legale pro-bono ai prigionieri, Basit ha contratto la meningite tubercolotica mentre si trovava nella prigione centrale di Faisalabad, nel luglio 2010, che ha portato alla paralisi.
"Oltre a questo, soffre di atrofia del midollo spinale e di perdita di controllo degli sfinteri," ha aggiunto la JPP.
Basit, ex responsabile di collegio medico, è stato condannato a morte nel 2009, anche se ha sempre sostenuto la propria innocenza.
E’ la seconda volta che la sua esecuzione viene rinviata. Doveva essere giustiziato il 29 luglio, ma i tribunali il giorno prima hanno accolto la sua richiesta, sospendendo l’impiccagione. Tuttavia il 1° settembre, l'Alta Corte di Lahore ha respinto la sua petizione. Il 20 settembre, Human Rights Watch ha chiesto al governo del Pakistan di commutare la sentenza di Basit sottolineando la "crudeltà intrinseca della pena capitale nell'esecuzione di una persona con una disabilità grave."
"Piuttosto che affrontare la crudeltà intrinseca della pena capitale, i funzionari pakistani si arrovellano su come impiccare un uomo sulla sedia a rotelle", ha dichiarato Brad Adams, direttore per l'Asia di Human Rights Watch. "Il governo dovrebbe urgentemente commutare la condanna capitale di Abdul Basit."
— FONTI
- (Fonti: CNN, September 22, 2015)
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