PAKISTAN: IMPICCATO SOLDATO PER OMICIDIO
un soldato è stato impiccato in carcere nella città pakistana di Mianwali, nella provincia del Punjab, per l’omicidio di un ufficiale, dopo che tutti gli appelli alla clemenza sono stati respinti.
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un soldato è stato impiccato in carcere nella città pakistana di Mianwali, nella provincia del Punjab, per l’omicidio di un ufficiale, dopo che tutti gli appelli alla clemenza sono stati respinti.
L’esecuzione di Muhammed Hussein, che era stato condannato a morte nel 2008, è la prima nel Paese in quasi quattro anni e mette fine ad una moratoria informale in atto dal dicembre 2008. Ogni tre mesi l'Ufficio del Presidente ha emesso una lettera che sospendeva tutte le condanne a morte, una procedura che si è ripetuta negli ultimi anni. Attivisti per i diritti umani sostengono che il fattore critico nel caso di Hussain sia stata la sua condanna da parte di un tribunale militare, per cui il presidente pakistano Asif Ali Zardari non sarebbe stato disposto a rimandare l’esecuzione per non interferire con i militari. Hussein era stato condannato a morte il 12 febbraio 2009 dal tribunale del campo militare di Okara. Il suo corpo è stato già restituito alla famiglia. L'ultima esecuzione in Pakistan era stata quella di un altro soldato, Shahid Abbas, messo a morte nel dicembre 2008 per omicidio.
Circa 8.000 persone si trovano attualmente nel braccio della morte in Pakistan ed i gruppi per i diritti umani ritengono essere uno dei più grandi numeri di detenuti nel braccio della morte nel mondo.
Per Amnesty International molte condanne a morte vengono emesse nel Paese al termine di processi che appaiono iniqui, con prove che sarebbero irricevibili in base al diritto internazionale.
Solo lo scorso anno più di 300 persone sono state condannate a morte in Pakistan.
I media hanno riportato che la domanda di grazia rivolta da Hussain al presidente Asif Ali Zardari è stata respinta nel dicembre 2011.
Anche il Capo dell'esercito Gen. Ashfaq Kayani ha respinto la domanda di grazia.
L’esecuzione di Muhammed Hussein, che era stato condannato a morte nel 2008, è la prima nel Paese in quasi quattro anni e mette fine ad una moratoria informale in atto dal dicembre 2008. Ogni tre mesi l'Ufficio del Presidente ha emesso una lettera che sospendeva tutte le condanne a morte, una procedura che si è ripetuta negli ultimi anni. Attivisti per i diritti umani sostengono che il fattore critico nel caso di Hussain sia stata la sua condanna da parte di un tribunale militare, per cui il presidente pakistano Asif Ali Zardari non sarebbe stato disposto a rimandare l’esecuzione per non interferire con i militari. Hussein era stato condannato a morte il 12 febbraio 2009 dal tribunale del campo militare di Okara. Il suo corpo è stato già restituito alla famiglia. L'ultima esecuzione in Pakistan era stata quella di un altro soldato, Shahid Abbas, messo a morte nel dicembre 2008 per omicidio.
Circa 8.000 persone si trovano attualmente nel braccio della morte in Pakistan ed i gruppi per i diritti umani ritengono essere uno dei più grandi numeri di detenuti nel braccio della morte nel mondo.
Per Amnesty International molte condanne a morte vengono emesse nel Paese al termine di processi che appaiono iniqui, con prove che sarebbero irricevibili in base al diritto internazionale.
Solo lo scorso anno più di 300 persone sono state condannate a morte in Pakistan.
I media hanno riportato che la domanda di grazia rivolta da Hussain al presidente Asif Ali Zardari è stata respinta nel dicembre 2011.
Anche il Capo dell'esercito Gen. Ashfaq Kayani ha respinto la domanda di grazia.
— FONTI
- (Fonti: www.bbc.co.uk, arynews.tv, Ap, 15/11/2012)
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