PAKISTAN: CONDANNATA A MORTE DAL TRIBUNALE TRIBALE PER AVER SUBITO STUPRO
In Pakistan, una donna di 19 anni è stata condannata a morte da un tribunale tribale dopo aver accusato suo fratello di averla violentata, minacciandola con una pistola.

In Pakistan, una donna di 19 anni è stata condannata a morte da un tribunale tribale dopo aver accusato suo fratello di averla violentata, minacciandola con una pistola.
La donna ha detto che il crimine è accaduto quando stava dormendo a casa a Rajanpur.
Ha raccontato il crimine al panchayat locale - un tribunale tribale che opera al di fuori del sistema giudiziario formale – secondo cui però la donna ha deliberatamente sedotto lo stupratore.
Il panchayat l’ha dichiarata colpevole di adulterio bollandola come "kari" (adultera).
Di conseguenza, la ragazza è stata condannata alla lapidazione o a essere venduta come schiava.
Il panchayat ha deciso di non prendere alcuna misura contro lo stupratore.
Il giorno dopo la donna e suo padre si sono rivolti alla polizia, che ha iniziato un'indagine ufficiale.
I membri del panchayat sono stati arrestati e la donna è stata nascosta in un rifugio fuori dal villaggio.
Le donne che vengono riconosciute come "kari" vengono spesso uccise dalle loro stesse famiglie - questi cosiddetti "delitti d'onore" sono commessi per ripristinare la reputazione della famiglia.
È stato inoltre emesso un mandato di arresto nei confronti del presunto stupratore.
- (Fonti: News24xx.com, 03/07/2018)
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