PAKISTAN: CONDANNA CAPITALE PER BLASFEMIA
un uomo accusato di blasfemia è stato condannato a morte e a dieci anni di carcere a Chakwal, Pakistan.
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un uomo accusato di blasfemia è stato condannato a morte e a dieci anni di carcere a Chakwal, Pakistan.
L’uomo, Soofi Mohammad Ishaq, originario della città di Talagang, era sotto accusa dal 2009.
Il giudice distrettuale di Jhelum lo ha condannato a morte, a dieci anni di carcere e al pagamento di una multa di 200.000 Rupie.
L’uomo ha vissuto negli Stati Uniti, dove ha prestato servizio come chierico. Al suo ritorno a Talagang, nel 2009, era stato calorosamente accolto da centinaia di seguaci.
A seguito di questi eventi alcuni suoi rivali hanno lanciato una campagna diffamatoria contro di lui e un giovane uomo di nome Asadullah, presumibilmente per conto dei propri mentori Deobandi (una corrente islamica radicale), ha sporto denuncia presso la stazione di polizia di Talagang contro Ishaq, accusandolo di bestemmia.
La polizia ha iscritto il caso di Ishaq come violazione delle sezioni 295A e 295C del codice penale pakistano e la pratica è passata sotto la competenza del giudice distrettuale di Chakwal, Sajid Awan. L’avvocato difensore, Chaudhry Akthar Mehmood, ha dichiarato:”Il mio cliente ha implorato la corte giurando di non aver mai nemmeno pensato un atto che possa ritenersi blasfemo”.
L’uomo, Soofi Mohammad Ishaq, originario della città di Talagang, era sotto accusa dal 2009.
Il giudice distrettuale di Jhelum lo ha condannato a morte, a dieci anni di carcere e al pagamento di una multa di 200.000 Rupie.
L’uomo ha vissuto negli Stati Uniti, dove ha prestato servizio come chierico. Al suo ritorno a Talagang, nel 2009, era stato calorosamente accolto da centinaia di seguaci.
A seguito di questi eventi alcuni suoi rivali hanno lanciato una campagna diffamatoria contro di lui e un giovane uomo di nome Asadullah, presumibilmente per conto dei propri mentori Deobandi (una corrente islamica radicale), ha sporto denuncia presso la stazione di polizia di Talagang contro Ishaq, accusandolo di bestemmia.
La polizia ha iscritto il caso di Ishaq come violazione delle sezioni 295A e 295C del codice penale pakistano e la pratica è passata sotto la competenza del giudice distrettuale di Chakwal, Sajid Awan. L’avvocato difensore, Chaudhry Akthar Mehmood, ha dichiarato:”Il mio cliente ha implorato la corte giurando di non aver mai nemmeno pensato un atto che possa ritenersi blasfemo”.
— FONTI
- (Fonti: AP, 01/02/2012)
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