PAKISTAN: ANNULLATA CONDANNA A MORTE PER BLASFEMIA
una corte d’appello pakistana ha annullato la condanna a morte di Younis Masih, un cristiano
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una corte d’appello pakistana ha annullato la condanna a morte di Younis Masih, un cristiano che ha trascorso diversi anni in carcere con l'accusa di 'blasfemia', ha detto a BosNewsLife un avvocato coinvolto nel caso.
Masih, 32 anni, era stato condannato nel maggio 2007 nella città di Lahore per aver fatto "commenti sprezzanti" sul profeta Maometto.
"Tuttavia l'Alta Corte di Lahore lo ha dichiarato innocente e ha ordinato il suo rilascio", ha detto l'avvocato Sardar Mushtaq Gill del gruppo Legal Evangelical Association Development (LEAD).
Gill, presente all’udienza, ha anche detto a BosNewsLife che Masih non dovrà pagare la multa di circa 100.000 rupie pakistane ($ 1.000). Ha aggiunto che il giovane dovrebbe riuscire entro oggi ad abbracciare la moglie ed i quattro figli.
La sua liberazione mette fine ad una vicenda che ha avuto inizio nel 2005, quando la polizia di Lahore lo arrestò a seguito di una segnalazione di alcuni musulmani cui aveva chiesto di abbassare il volume di musica mistica sufi. In seguito circa 400 musulmani attaccarono le case dei cristiani, costringendo più di 100 famiglie ad abbandonare la zona, secondo il LEAD.
La polizia avrebbe anche “torturato” Masih e un suo cugino inizialmente arrestato con lui, sostengono dei cristiani coinvolti nel caso. Quando Masih è stato condannato a morte nel 2007, il LEAD e altri gruppi hanno sostenuto il suo appello.
In Pakistan sono più di una dozzina le persone condannate a morte per blasfemia e più di 50 quelle che sono state uccise in attesa del processo per accuse simili, secondo gli attivisti per i diritti umani.
Masih, 32 anni, era stato condannato nel maggio 2007 nella città di Lahore per aver fatto "commenti sprezzanti" sul profeta Maometto.
"Tuttavia l'Alta Corte di Lahore lo ha dichiarato innocente e ha ordinato il suo rilascio", ha detto l'avvocato Sardar Mushtaq Gill del gruppo Legal Evangelical Association Development (LEAD).
Gill, presente all’udienza, ha anche detto a BosNewsLife che Masih non dovrà pagare la multa di circa 100.000 rupie pakistane ($ 1.000). Ha aggiunto che il giovane dovrebbe riuscire entro oggi ad abbracciare la moglie ed i quattro figli.
La sua liberazione mette fine ad una vicenda che ha avuto inizio nel 2005, quando la polizia di Lahore lo arrestò a seguito di una segnalazione di alcuni musulmani cui aveva chiesto di abbassare il volume di musica mistica sufi. In seguito circa 400 musulmani attaccarono le case dei cristiani, costringendo più di 100 famiglie ad abbandonare la zona, secondo il LEAD.
La polizia avrebbe anche “torturato” Masih e un suo cugino inizialmente arrestato con lui, sostengono dei cristiani coinvolti nel caso. Quando Masih è stato condannato a morte nel 2007, il LEAD e altri gruppi hanno sostenuto il suo appello.
In Pakistan sono più di una dozzina le persone condannate a morte per blasfemia e più di 50 quelle che sono state uccise in attesa del processo per accuse simili, secondo gli attivisti per i diritti umani.
— FONTI
- (Fonti: BosNewsLife, 03/04/2013)
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