ONU: IL SUDAN DEL SUD FERMI LA PENA DI MORTE
l'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha chiesto alle autorità del Sudan del Sud di fermare
1 MIN DI LETTURA

l'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha chiesto alle autorità del Sudan del Sud di fermare l'uso della pena di morte, sottolineando che il nascente sistema giudiziario del Paese potrebbe non aver assicurato processi equi alle oltre 200 persone nel braccio della morte.
"Siamo particolarmente preoccupati per il limitato accesso alla rappresentanza legale durante i processi, anche per le persone condannate a morte", ha detto ai giornalisti a Ginevra Cécile Pouilly, portavoce per l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR).
La stragrande maggioranza delle persone in carcere in Sud Sudan non gode di rappresentanza legale o del diritto all'assistenza legale gratuita in gravi questioni penali, civili, familiari e relative a terreni, ha detto l’OHCHR.
Ha inoltre osservato che polizia e pubblici ministeri non sono disponibili in gran parte del Paese e, se disponibili, non hanno le risorse per condurre adeguate indagini e azioni penali. Aspetti burocratici poco chiari ostacolano inoltre l'esercizio del diritto di appello.
"In queste circostanze, le soglie alte stabilite dal diritto internazionale per l'uso della pena di morte non sono soddisfatte", ha detto la Pouilly.
I commenti di oggi seguono le notizie secondo cui almeno quattro persone sono state giustiziate nel Sudan del Sud dall'inizio del mese di novembre. Due degli uomini erano stati condannati per omicidio e sono stati impiccati a Juba il 12 novembre, gli altri due a Wau il 18 novembre.
Non è chiaro se i quattro abbiano avuto accesso alla rappresentanza legale, ha dichiarato alla stampa Pouilly.
"Siamo particolarmente preoccupati per il limitato accesso alla rappresentanza legale durante i processi, anche per le persone condannate a morte", ha detto ai giornalisti a Ginevra Cécile Pouilly, portavoce per l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR).
La stragrande maggioranza delle persone in carcere in Sud Sudan non gode di rappresentanza legale o del diritto all'assistenza legale gratuita in gravi questioni penali, civili, familiari e relative a terreni, ha detto l’OHCHR.
Ha inoltre osservato che polizia e pubblici ministeri non sono disponibili in gran parte del Paese e, se disponibili, non hanno le risorse per condurre adeguate indagini e azioni penali. Aspetti burocratici poco chiari ostacolano inoltre l'esercizio del diritto di appello.
"In queste circostanze, le soglie alte stabilite dal diritto internazionale per l'uso della pena di morte non sono soddisfatte", ha detto la Pouilly.
I commenti di oggi seguono le notizie secondo cui almeno quattro persone sono state giustiziate nel Sudan del Sud dall'inizio del mese di novembre. Due degli uomini erano stati condannati per omicidio e sono stati impiccati a Juba il 12 novembre, gli altri due a Wau il 18 novembre.
Non è chiaro se i quattro abbiano avuto accesso alla rappresentanza legale, ha dichiarato alla stampa Pouilly.
— FONTI
- (Fonti: un.org, 29/11/2013)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE10 SETTEMBRE 2026
Oman: nuova legge prevede pena di morte per il traffico di droga

PENA DI MORTE8 SETTEMBRE 2026
Thailandia: condannato a morte per l’omicidio della receptionist di un hotel di Hua Hin

PENA DI MORTE8 SETTEMBRE 2026
IRAN - Ezzat Asgari Khalilshahr giustiziato a Behshahr l’8 settembre

PENA DI MORTE5 SETTEMBRE 2026
IRAN - Reza Salimi impiccato a Semnan il 5 settembre

PENA DI MORTE2 SETTEMBRE 2026
IRAN - Ali Mirrezaei giustiziato a Babol il 2 settembre

PENA DI MORTE2 SETTEMBRE 2026
