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GUYANA

Omicidio e tradimento sono crimini capitali.

Omicidio e tradimento sono crimini capitali.

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Omicidio e tradimento sono crimini capitali.
Nel 2010, il Parlamento della Guyana ha abolito la pena di morte obbligatoria per chi commette omicidio, salvo alcune eccezioni: l’omicidio di membri delle forze dell’ordine in servizio, appartenenti al personale carcerario, magistrati e ufficiali giudiziari, testimoni, giurati popolari.
Il 30 dicembre 2015, il Parlamento ha approvato una legge che prevede la pena di morte obbligatoria per atti di terrorismo con conseguenze mortali.
La Guyana è uno Stato indipendente nell’ambito del Commonwealth che ha tagliato ogni legame con il Comitato Giudiziario del Privy Council di Londra sin dal 1970. È tra gli undici firmatari dell’accordo del 2001 volto a stabilire una Corte Caraibica di Giustizia, sostitutiva del Privy Council come corte d’appello di ultima istanza nella regione. La Corte Caraibica di Giustizia è stata inaugurata a Trinidad il 16 aprile 2005 e la Guyana è uno degli Stati che hanno già deciso di passare alla sua giurisdizione.
Le ultime esecuzioni sono avvenute nell’agosto del 1997, quando due persone, Mike Archer e Peter Adams, sono state impiccate per un tentativo di rapina finito tragicamente.
Nel 2016, è stata emessa una nuova condanna a morte e 23 prigionieri erano nel braccio della morte alla fine dell’anno, secondo il Governo.
Nel 2017, sono state pronunciate almeno 2 nuove condanne a morte e alla fine dell'anno vi erano 24 detenuti nel braccio della morte.

Il 20 giugno 2016, il Presidente della Guyana David Granger, nel corso del suo consueto programma televisivo settimanale "L'interesse pubblico", ha chiarito la sua posizione sul tema della pena di morte in Guyana, affermando che non ha intenzione di giustiziare nessuno. Secondo il Presidente, la pena di morte rimane nelle leggi con il governo che deve ancora decidere se abolirla o meno.
"Non ho intenzione di giustiziare nessuno. Alcune persone ritengono che la pena di morte sia un deterrente; altre ritengono che non lo sia, ma non ho intenzione di approvare alcuna esecuzione".
Ha detto che nel governo c'è una differenza di posizioni e non esiste una posizione univoca sull’abolizione a cui si arriverà a tempo debito.
Tuttavia, a seguito della morte raccapricciante di un 13enne, Leonard Archibald, l’opinione pubblica ha chiesto al governo di ripristinare la pena di morte. Il 29 settembre 2017, il procuratore generale e Ministro della Giustizia Basil Williams ha detto che, anche se il governo non ha preso una decisione formale sulla questione, una "abolizione de facto" è in atto e la Guyana si è impegnata a partecipare alla tendenza mondiale abolizionista.

La guerra al terrorismo
Il 30 dicembre 2015, il Parlamento della Guyana ha approvato una legge anti-terrorismo che prevede la pena di morte obbligatoria per atti di terrorismo con conseguenze mortali e permette la consegna di sospetti verso altri Paesi.
Il Ministro della Pubblica Sicurezza Khemraj Ramjattan ha detto durante il dibattito parlamentare che la legge era necessaria per evitare che il Paese diventi un rifugio per i terroristi. “Tempi duri richiedono misure dure”, ha detto Ramjattan durante il dibattito.
Il partito di governo ha utilizzato la sua maggioranza di un seggio per far passare la legge, mentre tutti i membri dell’opposizione si sono astenuti, dichiarando che le disposizioni che consentono la pena di morte violano i diritti umani. Ramjattan ha respinto le richieste di rimozione delle clausole sulla pena di morte, dicendo che tale pena “avrebbe avuto un effetto dissuasivo” sui potenziali trasgressori.

La pena di morte nei confronti delle donne
Le donne incinta son escluse dall'esecuzione per la ratifica del Patto Internazionale sui diritti civili e politici e per quanto previsto dalla sez 164 del codice di procedura penale. 

Le Nazioni Unite
Il 28 gennaio 2015, la Guyana è stata esaminata nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Per quanto riguarda l’abolizione della pena di morte o l’istituzione di una moratoria, il Governo ha fatto presente che, pur non avendo raggiunto il punto di abolire la pena di morte, le discussioni continuavano. La Guyana ha quindi accettato le raccomandazioni di prendere in considerazione tutte le misure necessarie per introdurre una moratoria de jure delle esecuzioni capitali e continuare ad avanzare verso l’abolizione della pena di morte.
Il 16 dicembre 2020, come nel 2018, la Guyana si è astenuta, mentre prima votava contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale. delle Nazioni Unite.